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I legali di Manuel Major attaccano: giostraio colpito mentre fuggiva

Secondo una perizia Massimo Zen avrebbe esploso il colpo fatale ad una distanza di oltre 20 metri. Domani i funerali del 36enne. Il vigilante sarà nuovamente sentito in Procura

VEDELAGO Si è svolta ieri l'autopsia sul corpo di Manuel Major, il giostraio di 36 anni morto a causa di un colpo di pistola esploso dalla guardia giurata Massimo Zen, lo scorso 22 aprile a Vedelago. In base all'esame autoptico il 36enne, di cui domani saranno celebrati a Cusignana i funerali (alle 15.30), è deceduto a causa delle lesioni celebrali causate da un proiettile che si è conficcato poco sopra l'orecchio.

La posizione di Zen, già bersaglio di pesanti minacce di morte (una lettera minatoria era stata diffusa sabato scorso da Roberto Zancan, gioielliere aggredito a Ponte di Nanto da un commando e difeso dal benzinaio Stacchio), rischia di aggravarsi: una prima valutazione di un consulente di parte, il dottor Montisci nominato dall'avvocato Fabio Crea, sostiene che il vigilante avrebbe esploso il colpo di pistola da una distanza di oltre 20 metri.

Una tesi compatibile con la ricostruzione che vedrebbe Zen sparare contro l'auto dei giostrai che stavano fuggendo da una pattuglia dei carabinieri dopo un colpo fallito ad un bancomat di Trevignano. La difesa della guardia giurata, rappresentata dall'avvocato Daniele Panico, continua invece a sostenere la legittima difesa: Zen ha raccontato di aver visto esplodere tre colpi d'arma da fuoco dall'auto dei banditi. Tra qualche giorno il vigilante sarà risentito dal magistrato che indaga sull'episodio, il pm Gabriella Cama per fornire la sua versione.

L'ANIVP (l'associazione nazionale italiana di vigilanza privata) SI SCHIERA SUL CASO ZEN I fatti che hanno coinvolto una Guardia Giurata della società Rangers contrapposta alcune notti or sono ad alcuni malviventi in provincia di Treviso, impongono per l'ennesima volta la necessità di affrontare il problema della definizione del ruolo delle stesse Guardie Giurate. Le GPG sono infatti incaricate di pubblico servizio solo nell'espletamento dei servizi di sicurezza sussidiaria o complementare a quella della forza pubblica, diversamente non hanno nessun ruolo e tutela giuridica. Sono obbligate per legge ad aderire a tutte le richieste ad essi rivolte dalle Forze dell'Ordine ma, ancora oggi, non è chiaro quali attività possono svolgere in tale ambito: controlli personali, controlli dei documenti, elevare verbali? Analoga incertezza riguarda la strumentazione in dotazione per cui, in flagranza di reato e per grave che questo sia, non è consentito alle GpG utilizzare alcuna forma di coercizione se non per esclusiva legittima difesa. A.N.I.V.P., l'associazione di categoria che raduna gli istituti di vigilanza privata, intende chiedere al Ministro Minniti la convocazione della Commissione Consultiva Centrale per le attività di sicurezza di cui al 134 Tulps, per affrontare e se possibile porre rimedio ad un problema che coinvolge oltre 50.000 Guardie Giurate in tutto il nostro Paese.

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