Arrestato per botte e minacce al padre, il 23enne al giudice: «Mi sento abbandonato»

A chiamare i carabinieri di Vedelago, lunedì sera, era stato un 51enne che a causa di una invalidità civile ha problemi di deambulazione. Tra padre e figlio, con problemi di tossicodipendenza, era scoppiata una violenta lite

Un'aula di tribunale

Resta in carcere R.P., il 23enne di Vedelago arrestato lunedì sera dopo che, davanti ai carabinieri della stazione locale, aveva minacciato di morte il padre 51enne e disabile con cui aveva avuto un alterco in casa. Il giovane, accusato di maltrattamenti familiari, minaccia, spaccio e detenzione di stupefacenti, resta dietro alle sbarre almeno fino a quando non sarà stato trovato un luogo in cui il ragazzo possa eventualmente andare agli arresti domiciliari.

«Mi sento abbandonato»: ha detto R.P. questa mattina al gip Gianluigi Zulian durante l'udienza di convalida. «Mio padre non mi hai davvero aiutato e le cose che dice su come mi comporto in casa sua non sono vere. E lui che mi esaspera». A chiamare i carabinieri, lunedì sera, era stato il 51enne, che a causa di una invalidità civile ha problemi di deambulazione. Tra padre e figlio -  che ha problemi di tossicodipendenza - era scoppiata una violenta lite che l'uomo ha temuto potesse finire come il giorno di Ognissanti, quando il giovane lo aveva picchiato costringendolo a rivolgersi alle cure del Pronto Soccorso. Una volta in caserma il papà si era sfogato: «Non cerca un lavoro e non fa nulla tutto il giorno se non drogarsi. E poi diventa violento». Il figlio aveva reagito in maniera scomposta urlando davanti ai militari: «Stai zitto, io ti uccido». Ed erano subito scattate le manette.

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Durante la perquisizione effettuata nella casa in camera di R.P. erano state trovate dosi pronte di hashish, marijuana e eroina, oltre ad un bilancino e 380 euro che si sospetta possano derivare dallo spaccio. «Sì, sono un tossico dipendente - ha ammesso il ragazzo, che in passato era stato seguito anche dal Sert - e quella droga è per me. Io non sono uno spacciatore». Ora per farlo uscire dal carcere di S. Bona sarà necessario trovare qualcuno disposto a ospitarlo: non la madre, una 47enne che si è separata dal papà e  abita a Castelfranco, dato che in passato c'erano stati problemi tra lei, il figlio e il nuovo compagno che avevano portato ad una denuncia nei confronti del 23enne. E neppure i nonni materni, che già si erano rifiutati di ospitarlo quando R.P. aveva lasciato la casa della madre.

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