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Cronaca Vedelago

Sparò e uccise un giostraio, processo rinviato al 5 maggio

Massimo Zen, 46enne guardia giurata di Cittadella, affronterà il rito abbvreviato. Stessa data per la discussione del rinvio a giudizio dei colleghi Cancarello e Liziero, accusati di favoreggiamento e interferenza nelle comunicazioni

E' stata rinviata al 5 maggio prossimo per la discussione dell'abbreviato e delle richieste di rinvio a giudizio l'udienza preliminare nel prpcedimento sulla morte di Manuel Major, il 36enne giostraio  che era in fuga assieme a due complici dopo una serie di assalti ai bancomat ucciso a Barcon di Vedelago da un colpo di pistola sparato da Massimo Zen, 46 anni, la guardia giurata di Cittadella dipendente del gruppo Battistolli, indagato per omicidio volontario. 

Il rito alternativo riguarda Zen (difeso dall'avvocato Daniele Panico) mentre le richieste di rinvio al dibattimento sono per Manuel Cancarello, di 45 anni e Christian Liziero, di 46, entrambi residenti a Paese, accusati a vario titolo di favoreggiamento e interferenza nelle comunicazioni dei carabinieri.  Cancarello è anche, secondo le Procura di Treviso, l'uomo che ha piazzato la pistola giocattolo ritrovata a ridosso della strada in cui era avvenuta la sparatoria, che avrebbe dovuto indurre gli inquirenti ad avvalorare la tesi della legittima difesa di Zen, che aveva detto di aver risposto al fuoco proveniente dalla Bmw con dentro Major,  Jody Garbin e Euclide Major.

Il rangers posizionò la sua auto di traverso lungo via Pomini a Barcon di Vedelago, al fine di impedire o rallentare il passaggio della vettura sulla quale viaggiavano i malviventi, autori quella stessa notte di alcuni assalti ai terminali Atm. Zen esplose tre colpi di pistola Glock, in direzione dell'autovettura, uno dei quali, attraversando il parabrezza lato passeggero, ha centrato al capo nella zona temporale destra Manuel Major, che era alla guida della Bmw.

Il sostituto procuratore Gabriella Cama aveva chiesto 60 giorni per un supplemento di indagine relativo ad un fatto simile che aveva avuto ancora come protagonista Massimo Zen. Dieci anni fa l'uomo avrebbe pedinato un'auto sospetta, allontanatasi a forte velocità da una casa che era stata appena visitata dai ladri. La vettura venne bloccata in un vicolo cieco e i sospetti autori del colpo si dileguarono a piedi. Non è chiaro se Zen, in quell'occasione, sparò o meno dei colpi in aria, ma la tesi di fondo è che la guardia giurata non sarebbe nuovo a "bravate" del genere, peraltro del tutto fuori dal perimetro dei suoi compiti come guardia giurata.

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