Cronaca

Venduti oltre 4.000 francobolli sulla Grande Guerra nel primo giorno di emissione

A Nervesa della Battaglia i francobolli dedicati alla Grande Guerra

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il francobollo è ancora di moda, soprattutto quando si tratta di ricordare eventi tragici e decisivi per la storia di una nazione. E' successo ieri, domenica 24 maggio, in occasione delle cerimonie dedicate al centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale, al raduno degli Alpini della Marca ed alla nuova sede ANA di Nervesa e Bidasio. I numeri dell' "assalto" agli stand di Poste Italiane parlano chiaro: oltre 4.000 francobolli venduti in piazza a Nervesa della Battaglia, quasi 300 folder, centinaia di cartoline dedicate, sulle quali sono riprodotte le immagini dei francobolli. Molto interesse tra i prensenti anche per l'ufficio di Posta Militare, allestito nell'atrio del municipio di Vervesa. Si tratta delle attrezzature che hanno consentito durante la Grande Guerra e nei successivi conflitti i contatti tra i soldati e le famiglie: quattro casse con relativi cavalletti a supporto, corredate al loro interno di tutto il materiale occorrente all'allestimento di un vero e proprio ufficio postale da campo. Il materiale è databile tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta del Novecento, anche se la stessa tipologia di ufficio è presente nelle foto d'epoca della Prima guerra mondiale. Fu anche grazie a questi materiali, e agli uomini che li utilizzavano, che oggi disponiamo, attraverso le lettere, di un immenso patrimonio di esperienze, paure, emozioni e memorie vissute da migliaia di italiani vissuti un secolo fa. Questa dotazione, fatta da cassoni di legno rinforzati in metallo, risale alla fine dell'Ottocento, quando si decise di affiancare all'Esercito e alla Marina uffici di Posta Militare in grado di svolgere un ruolo di efficace collegamento tra corpi militari ma anche tra i soldati e le loro famiglie. Quello esposto domenica a Nervesa è stato ritrovato qualche anno fa nella Direzione Provinciale di Verona ed è conservato a Mestre nella sede di Poste Italiane.

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