L'avvocato di Vincenzo Consoli positivo al Covid, verso il rinvio l'udienza preliminare

«Chiedo il rinvio dell'udienza facendo valere il legittimo impedimento, sono risultato positivo al Corona virus» ha scritto Ermenegildo Costabile in un fax indirizzato all'ufficio del gup

L'avvocato Ermenegildo Costabile

«Chiedo il rinvio dell'udienza facendo valere il legittimo impedimento, sono risultato positivo al Corona virus». Arriva come un fulmine a ciel sereno il fax di Ermenegildo Costabile, l'avvocato dell'ex ad di Veneto Banca Vincenzo Consoli, che sabato 24 ottobre  avrebbe dovuto sostenere la prima delle udienze preliminari relative al procedimento che lo vede indagato, unico dell'ex managementi dell'ex istituto di credito di Montebelluna, per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto.

«Ho deciso - spiega l'avvocato Costabile - di chiedere il rinvio dell’udienza facendo valere il legittimo impedimento e non per fare l’interesse processuale del mio assistito. Da quello che ho sentito è previsto un ammassamento di colleghi quasi paragonabile alle partite di football, con l’aggravante che non sarebbe all’aperto ma al chiuso delle aule di tribunale. Ho l’esperienza di quello che sta succedendo nel tribunale di Milano e ieri sono risultato positivo anche io».

«In tutta coscienza - prosegue il legale di Consoli - penso che tutti i colleghi, il giudice per l'udienza preliminare, i cancellieri e le forze dell’ordine condivideranno questa mia scelta. Il virus ci sta mettendo a dura prova anche perché ciascuno di noi ritiene che il rischio di contrarlo riguardi gli altri ma non se stesso. Se si continua a pensare così la partita diventerà sempre più difficile e ardua da vincere».

E' quindi destinata a saltare l'udienza più "blindata" nella storia del Tribunale di Treviso, con oltre 100 avvocati in rappresentanza delle parti civili attesi nell'aula Assise e un rigido protocollo di sicurezza, dalla misurazione della temperatura all'entrata ai percorsi predeterminati, dal divieto d'ingresso ai cittadini non ancora parti offese riconosciute a quello per i praticanti. Insomma era tutto pronto, malgrado la pandemia in corso, per il primo dei capitoli giudiziari che vede coinvolta Consoli, colui che, secondo i pm Massimo De Bortoli e Gabriella Cama "gestiva la banca come fosse una cosa sua. Ogni cosa veniva decisa da lui e chi non si atteneva alle sue decisioni veniva sostituito".

L'ex amministratore delegato è accusato di aver comunicato a Bankitalia, tra il 2012 e il 2013, un patrimonio gonfiato, perché dai 2,3 miliardi dichiarati dovevano essere tolti 430 milioni di azioni baciate, 131 di accantonamenti su rischi aggiuntivi e ulteriori perdite su crediti per 1,1 miliardi, oltre a 600 milioni di euro in più di crediti in sofferenza. Se contabilizzati, il patrimonio da 2,3 miliardi sarebbe sceso a 613 milioni.
 

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