Crac Veneto Banca, aperto un fascicolo per bancarotta: 9 indagati

Aperto dal pm Massimo De Bortoli un fascicolo per bancarotta. L'unico nome certo è solo quello di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato dell'istituto di credito

Vincenzo Consoli (Foto d'archivio)

Il crac di Veneto Banca fu il risultato di una mala gestione che condusse ad un gigantesco depauperamento e la pressoché totale dissipazione del patrimonio per effetto della concessione di crediti milionari diventati sofferenze - di cui si conoscevano i rischi - e dei soldi dati a numerosi clienti per acquistare le azioni della ex popolare, le cosiddette baciate. 

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Sono questi gli elementi su cui si regge il fascicolo di indagine per bancarotta aperto dal pm Massimo De Bortoli. Nove le persone indagate. L'unico nome certo è però solo quello di Vincenzo Consoli, ex ad dell'istituto di credito. In attesa della fissazione della data dell'udienza preliminare del procedimento che vede solo Vincenzo Consoli indagato per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, in Procura a Treviso si apre quindi un nuovo filone nel fiume di indagini che ha come obiettivo individuare i responsabili del tracollo miliardario di Veneto Banca costato i risparmi di tante famiglie trevigiane, azionisti e obbligazionisti subordinati a cui i titoli della banca erano stati proposti come ottima occasione di investimento per mettere al sicuro i propri risparmi. Ad occuparsi di questo nuovo troncone sarà il minipool costituito nelle settimane che, oltre a De Bortoli, comprende anche il pubblico ministero Gabriella Cama. A fare da innesco all'inchiesta sui reati fallimentari è proprio lo stato di insolvenza, dichiarato nel giugno dell'anno scorso dai giudici del Tribunale di Treviso e confermato in Appello alla luce dell'esito della perizia effettuata dal professor Lorenzo Caprio, ordinario di Finanza all’università Cattolica di Milano.

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