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Vincenzo Consoli a processo per il caso della Banca Intermobiliare di investimenti

Dovrà comparire di fronte al giudice il 22 novembre. Stralciate invece le posizioni dell'ex presidente Flavio Trinca, dei dirigenti Mosè Faggiani e Stefano Bertolo e dello stesso Pietro D'Aguì

A processo per il caso della Banca Intermobiliare di investimenti. Nei confronti di Vincenzo Consoli  il sostituto procuratore Massimo De Bortoli ha infatti emesso un decreto di citazione diretta a giudizio. Truffa l'ipotesi di reato contenuta nell'atto della Procura e da cui Consoli dovrà difendersi a partire dal 22 novembre del prossimo anno, data in cui è stata fissata la prima udienza.

L'ex ad di Veneto Banca resta l'unico indagato al termine della lunga inchiesta, avviata dalla Procura di Roma e poi passata per competenza territoriale ai magistrati di Treviso, sul caso della fusione della banca d’affari con l'ex popolare, operazione che l’istituto trevigiano pagò con azioni proprie. Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 Bim, è l'accusa, cercò di uscire per strategie non più condivise, tentando di mettere all'incasso le azioni di Veneto Banca che deteneva. Ma la Popolare, secondo la querela, non ottemperò a tale richiesta.

Stralciate invece le posizioni dell'ex presidente Flavio Trinca, dei dirigenti Mosè Faggiani e Stefano Bertolo e dello stesso Pietro D'Aguì, al tempo dei fatti socio e amministratore delegato della Bim che aveva denunciato Consoli per estorsione e truffa, per i quali il pubblico ministero ha deciso di procedere con l'archiviazione.
 

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