Cronaca

I veneti diventano "minoranza" nazionale: a scuola si studierà il dialetto?

È stata approvata con 27 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti la legge 116. "Un passo avanti nella nostra richiesta di diventare Regione autonoma - spiega il vicentino Marino Finozzi, presidente della I^ Commissione consiliare - Non si tratta di una discriminazione ma un riconoscimento"

VENEZIA Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge che definisce il popolo veneto una "minoranza nazionale" e che potrebbe la strada all'insegnamento del dialetto anche a scuola. Il Pdl 116 passa con 27 voti favorevoli (Lega, Lista Zaia, e tre consiglieri della lista di Flavio Tosi), 16 contrari (Pd, Cinque Stelle, Lista Moretti, e un tosiano) e 5 astenuti (Fi e Fratelli d'Italia).

Il testo di legge non prevede il "patentino di bilinguismo" che avrebbe dovuto rilasciare l’Istituto Lingua Veneta ma impone che sia la Giunta ad individuare con un bando le associazioni "maggiormente rappresentative". A loro spetterà il compito di raccogliere e valutare le richieste di quanti vorranno liberamente iscriversi all’albo della minoranza, per poi rivendicare i diritti previsti dalla Convenzione quadro approvata dal Consiglio d’Europa.

Su questo passaggio si è espresso negativamente il Pd come spiega il consigliere Claudio Sinigaglia: "Non c'è nessun bilinguismo, nè alcun patentino. Il Consiglio regionale ha inoltrato richiesta in base alla convenzione quadro europea di riconoscimento delle minoranza veneta incostituzionale perchè la convenzione è stata ratificata dallo stato italiano ed eventualmente la richiesta doveva essere inoltrata al ministero dell'interno, ma prevedeva identità linguistica, religiosa, culturale ed etnica. Una grande recita delle parti nella consapevolezza di tutti che non ci sarà nessun esito!"

"Un passo avanti nella nostra richiesta di diventare Regione autonoma - spiega il vicentino Marino Finozzi, presidente della I^ Commissione consiliare -  Non si tratta di una discriminazione ma un riconoscimento". “La questione linguistica – commenta l’assessore alla cultura e identità veneta Cristiano Corazzari - costituisce uno dei aspetti più importanti e di più largo impatto all’interno del concetto di “Identità veneta”, al quale questa amministrazione regionale riserva una particolare attenzione. Quello dell’identità veneta è un patrimonio culturale che non ha uguali, ricchissimo e animato da elementi differenti. Rappresenta un variegato e affascinante mosaico in cui un tassello assolutamente speciale e rilevante è costituito dalla lingua veneta”.

“Come è stato più volte rilevato da studi e ricerche dedicati a questo argomento – aggiunge Corazzari - il Veneto rimane tuttora una delle regioni in cui maggiormente si usano, in modo complementare, il veneto e l’italiano e inoltre, la lingua veneta è una continua produzione letteraria di alto livello, che da Goldoni e Ruzzante ci ha portati ad Andrea Zanzotto, per citare solo alcuni dei nomi più conosciuti del panorama”.

“Più in generale – conclude l’assessore - riconoscere ai veneti i diritti di minoranza nazionale è un passo significativo che obbliga lo Stato a rispettare la sfera dell’autonomia del popolo veneto e a trattarla come tale, assumendosi anche i costi della salvaguardia. Si tratta di diritti che sono previsti dalla Convenzione Quadro e tra questi va messa nel giusto risalto anche la libertà di scegliere lezioni in italiano, veneto o bilingue a scuola".

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