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Electrolux, chiesto l'intervento del governo: "Prima piano industriale"

La vicenda Electrolux ''va considerata una vertenza strategica nazionale'', è quello che ha detto martedì mattina il governatore Zaia

La vicenda Electrolux ''va considerata una vertenza strategica nazionale''. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia al termine dell'incontro di martedì mattina delle istituzioni locali con i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico augurandosi che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, convochi al più presto un tavolo con azienda e parti sociali.

Al momento gli esuberi annunciati sono oltre 1.400 sui 6.000 dipendenti occupati dalla multinazionale in Italia. ''Nell'incontro - ha detto Zaia - si dovrà parlare di piano industriale e strategie prima di parlare di messa in discussione di posi di lavoro''. In particolare Zaia ha sottolineato il ''senso di responsabilità'' dei lavoratori che in Veneto hanno firmato accordi per contratti di solidarietà e salari bloccati. ''Il Governo dovrebbe mettere in campo - ha concluso - un intervento straordinario per il settore''.

A breve dovrebbe esserci un incontro delle istituzioni con la proprietà. Al confronto - presieduto dal sottosegretario Claudio De Vincenti - hanno preso parte il presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani, il presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il presidente della regione Veneto Luca Zaia e l'assessore al Lavoro della regione Lombardia Valentina Aprea. ''Prima conseguenza operativa - si legge nella nota - un incontro in tempi stretti del Governo italiano (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mise, ministero del Lavoro) e delle regioni interessate con la proprietà e il management di Electrolux per conoscere gli indirizzi generali della multinazionale svedese e, soprattutto, per rendere esplicita la volontà del Paese di mantenere una forte presenza del Gruppo in Italia. La convinzione di fondo comune a Governo e presidenti delle Regioni è che l'Italia- che vanta non solo competenze in ricerca e sviluppo tali da garantirne una collocazione nei mercati internazionali ma anche solide tradizioni produttive- è e deve restare un Paese in cui investire''.

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