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Liana Manfio

Liana Manfio

Profughi, vertice a Venezia: "Treviso non ha strutture disponibili"

Lunedì mattina un incontro in Prefettura. L'assessore del Comune di Treviso Liana Manfio: "Quando arrivano si trovano spaesati"

TREVISO - Si è tenuto lunedì mattina a Venezia il vertice tra la Regione Veneto, la Province, i comuni capoluogo, le Prefetture e le Questure del Veneto sull’emergenza profughi. Presente all’incontro anche l’assessore alle politiche sociali del Comune di Treviso Liana Manfio: “Non sono stati fatti numeri di eventuali arrivi sul nostro territorio – fa sapere Manfio -  Da parte nostra la disponibilità a collaborare con la Prefettura è piena. Resta però il fatto che il Comune di Treviso ad oggi non dispone di luoghi dove poter accogliere queste persone. Così se sul piano della collaborazione siamo pronti a fare la nostra parte, su quello dell’ospitalità dobbiamo fare i conti con la mancanza di spazi. Anche l’ipotesi del dormitorio è da scartare, dovendo lo stabile di via Pasubio tornare ad assolvere alla sua funzione di ricovero per l’inverno.  Al momento e fino al 30 giugno, a Treviso come negli altri comuni capoluoghi,  l’accoglienza verrà gestita secondo un regime di convenzione con le cooperative e con la Caritas.  La stessa modalità che è stata adottata fino ad oggi. I costi, ancora una volta, saranno di 30 euro più iva a persona che verranno corrisposti a chi eroga il servizio mentre due euro e cinquanta andranno direttamente ai profughi. Soldi ci tengo a sottolineare non vengono sottratti alle casse comunali o regionali ma che provengono direttamente dall’Unione europea”, sostiene l’assessore.

I numeri emersi dall’incontro di questa mattina fotografano invece la situazione a livello veneto: la Regione riceverebbe infatti l’8 per cento dei profughi assegnati al territorio nazionale. Attualmente sono presenti 497 persone. Ora  in base alle quote di assegnazione sarebbero circa altre 448 le persone destinate al Veneto. Di queste circa la metà 228 ha già ricevuto ospitalità: “Va sottolineato che, come dichiarato dal Prefetto di Venezia, in questi tre mesi di accoglienza non si sono verificati problemi né di sicurezza né di ordine pubblico.

A Treviso l’accoglienza nel dormitorio di via Pasubio è stata gestita informando prima di tutto i residenti con una lettera a firma mia e del sindaco. Poi si è tenuto un incontro con la cittadinanza alla quale hanno partecipato circa 120 persone. Inoltre a differenza di altri capoluoghi, non sono arrivati minori non accompagnati. L’accoglienza nei loro confronti è sicuramente più complessa”. Dal vertice di questa mattina inoltre è emersa poi la necessità di potersi avvalere del supporto dei mediatori culturali: “Quando arrivano queste persone si trovano spaesate. I luoghi dove vengono sistemati spesso sembrano più delle carceri che dei luoghi di accoglienza. La presenza dei mediatori servirebbe a comunicare meglio e rendere meno forte il disagio. Inoltre  – chiude l’assessore -  il Perefetto di Venezia, coordinatore regionale, ha  invitato a adottare un atteggiamento collaborativo".

 

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