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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca Vidor / Via Alnè Bosco

Tragedia in una cantina di Vidor, operaio 43enne muore folgorato

Incidente sul lavoro in via Alnè Bosco poco dopo le 14. A perdere la vita Valentino Zanutto, di Farra di Soligo. Intervenuti sul posto medici e infermieri del Suem, tecnici del nucleo Spisal e carabinieri di Col San Martino

Tragedia sul lavoro nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 5 novembre, poco dopo le 14 a Vidor, in via Alnè Bosco. Un operaio di 43 anni, Valentino Zanutto, residente a Farra di Soligo, è morto folgorato mentre si trovava al lavoro presso un cantiere all'interno di un'azienda vitivinicola, "La Tordera". L'uomo, dipendente di un'impresa edile, stava eseguendo dei lavori. L'operaio della "Mariotto costruzioni" di Sernaglia della Battaglia era impegnato nel rifacimento della casa del custode della cantina ed è morto a causa della potente folgorazione provocata da una scarica elettrica derivante da palo alta tensione. L'episodio sarebbe stato causato dall'urto di un braccio meccanico sulla betoniera. A nulla sono valsi i soccorsi prestati sul posto dai colleghi e poi da medico e infermieri del Suem 118, giunti sul posto con ambulanza, automedica ed elicottero. Sulla tragedia indaga il nucleo Spisal dell'Ulss 2 e i carabinieri della stazione di Valdobbiadene. Zanutto lascia la moglie Paola e due figli piccoli, 8 e 13 anni.

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«Non c’è soluzione di continuità alla strage nei cantieri e nelle aziende del nostro territorio. Quante vite dovranno ancora spezzarsi prima che chi deve agire per cambiare la rotta faccia qualcosa? Risposte in termini di interventi e programmazione in tema di sicurezza non ne arrivano ancora, siamo agli sgoccioli ormai e qualcuno dovrà fare i conti con il bilancio drammatico di quest’anno, perché queste tragedie peseranno sulla coscienza di qualcuno». Queste le durissime parole del segretario generale della CGIL trevigiana Mauro Visentin, dopo l’ennesimo incidente sul lavoro. Questa volta a perdere la vita un operaio edile di 43 anni residente a Farra di Soligo, deceduto in un cantiere a Vidor.

Un altro lavoratore uscito di casa la mattina e mai più tornato, un’altra vita spezzata sul lavoro. vBasta - commenta il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini -, deve finire questo scempio sociale e umano che distrugge vite di lavoratori e devasta il futuro dei loro figli, trasformando il lavoro in uno strumento di morte anziché di elevazione umana e sociale». Immediata la reazione del leader della Cisl territoriale di fronte all’ennesima vittima di un infortunio sul lavoro, l’operaio 43enne morto fulminato nel pomeriggio di oggi, venerdì 5 novembre, in un’azienda vinicola di Vidor.

«Il mese scorso come Cgil, Cisl e Uil abbiamo presentato unitariamente allo Spisal e alla Ulss2 una piattaforma con delle linee guida per rendere realmente efficaci le azioni di controllo dello Spisal e potenziare gli organici, e una richiesta di avvio di un confronto urgente sul tema, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta”, attacca Paglini. “Qui bisogna capirsi - afferma -: quella degli infortuni sul lavoro è una vera e propria emergenza, non c’è più tempo da perdere, si deve agire subito, e ognuno deve fare la propria parte, perché la ripresa dell’economia e delle attività non può coincidere con questa ecatombe. Controlli, formazione, investimenti sono improcrastinabili per provare a invertire un trend che sta trasformando i luoghi di lavoro in cimiteri di guerra».

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