Critiche a Mattarella, vignettista minacciato: scattano le denunce

L'artista trevigiano Beppe Fantin aveva pubblicato lo scorso 4 maggio una vignetta satirica sulla vicenda dei boss scarcerati, in cui compare il presidente della Repubblica

La vignetta incriminata

Nuove minacce per il vignettista trevigiano Beppe Fantin, recentemente autore di una vignetta satirica sulla vicenda della scarcerazione dei boss malavitosi e che vedeva protagonista il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo la pubblicazione della vignetta sulla pagina Facebook personale "vignettista Beppe Fantin" avvenuta il 4 maggio scorso, alcuni messaggi privati di minacce, accompagnate da offese sono arrivati all'autore. Qualche esempio? "Okkio che facciamo partire la denuncia", "sei un C******e", "Qui scatta la denuncia", "muori cane"... Il vignettista si è rivolto allo studio legale Capraro di Treviso il quale, esaminata la situazione, sta valutando se vi siano gli estremi per sporgere una denuncia per diffamazione e minacce.

«Ho voluto dare la mia interpretazione, quella vera, quella che mi ha portato a disegnare la vignetta -racconta l'artista- Non ho mai pensato che Mattarella non fosse all'altezza del suo incarico, anzi quando è stato eletto ho anche saputo della morte del fratello per mano mafiosa e subito il pensiero è andato dalla parte della giustizia e onestà. Sicuro che nel nome del defunto avrebbe intrapreso la lotta contro la mafia e i suoi crimini per il bene del nostro paese».

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La vignetta? «La delusione, l'amarezza di non aver sentito il suo nome durante le scarcerazioni immotivate di alcuni boss pericolosi -spiega Beppe Fantin- Stiamo vivendo un periodo di grandi difficoltà spiega Fantin in cui ogni singolo individuo si sente fragile, inerme e ha bisogno di affidarsi a chi ha potere decisionale sperando in una bella notizia, necessaria per continuare a vivere serenamente e consapevoli che nel nostro paese qualcosa di buono ancora c'è. Ho seguito tutto quello che era successo, i casi del 41-Bis raccontati da uno straordinario Massimo Giletti, ho letto delle minacce che anche lui ha subito ma non ho visto il mio Presidente della repubblica intervenire. Credo che quanto accaduto sia molto grave. Ora da quello che dicono i Tg, sembra che il Ministro Bonafede voglia fare un passo indietro, revocare i domiciliari per il ritorno in cella. Ma la domanda che mi faccio ora è: "Siamo sicuri che saranno tutti pronti a tornare in cella"?».

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