Ex negoziante morto dopo una lite, attesa per l'esito dell'autopsia

Il pubblico ministero Anna Andreatta conferirà nelle prossime ore l'incarico per eseguire l'esame sul corpo di Giovanni Gagno, 80 anni, morto venerdì mattina in ospedale dopo uno scontro avvenuto il giorno precedente con un 40enne di Ponzano Veneto, Marco Braido

Giovanni Gagno

Da lesioni a omicidio preterintenzionale. E' per ora questo il reato per cui indaga la Procura di Treviso, con il sostituto procuratore Anna Andreatta titolare del fascicolo, per chiarire quanto avvenuto nellla prima mattinata di giovedì in una stradina sterrata, piccola traversa di via Fontane, a Villorba. E' qui che l'ex commerciante Giovanni Gagno, 80 anni, ex titolare di un negozio di elettrodomestici della zona, sarebbe stato spintonato a terra da un 40enne di Ponzano Veneto, Marco Braido, che risulta per ora l'unico indagato nella vicenda. Gagno ha poi sbattuto violentemente il capo ed è stato soccorso e poi trasportato d'urgenza al Ca' Foncello di Treviso, dove è morto 24 ore dopo il ricovero, a causa delle gravi lesioni riportate. A chiarire se il decesso sia da ricondurre alla lite e dunque alla presunta aggressione subita, ci penserà l'autopsia che nelle prossime ore sarà conferita dal magistrato all'anatomopatologo Alberto Furlanetto che dovrebbe eseguirla non più tardi di martedì prossimo.

Gagno e la moglie Settima Scattolin, entrambi in pensione, vivono in una delle abitazioni che si trovano lungo un piccolo sterrato. Giovedì mattina, di fronte alla loro casa, è presente un furgone, con alcuni operai, che devono scaricare un condizionatore e altro materiale: il mezzo ostruisce in parte la carreggiata, impedendo ad altri mezzi di proseguire nel percorrere lo sterrato. Proprio la presenza del veicolo è la miccia che fa scoppiare la lite. Marco Braido, in visita ai suoceri che vivono poco distante da li, lamenta difficoltà nel superare l'ostacolo rappresentato dal furgone, e chiede agli operai di spostarlo. Questi avrebbero eseguito quanto richiesto da Braido che però avrebbe poi posteggiato l'auto in modo da non permettere più agli operai di riportare il furgone di fronte a casa di Gagno. E' la miccia dello scontro. Tra gli operai e il 40enne nasce uno scontro verbale molto acceso: il trambusto porta Settima Scattolin a controllare quanto stava avvenendo. In difesa della donna, impegnata a discutere animatamente con Braido (tra i due non corre buon sangue dai tempi in cui l'uomo era il loro vicino di casa), interviene il marito e la situazione degenera. Il 40enne, al culmine dello scontro, avrebbe spintonato l'anziano a terra: una circostanza, questa, che tutte le persone presenti hanno testimoniato chiaramente ai carabinieri. Sul posto, oltre agli infermieri del Suem 118, giungono i carabinieri di Villorba che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e del ponzanese con cui Gagno si era scontrato. In quadro clinico dell'anziano, già compromesso, si fa critico con il trascorrere delle ore, fino al tragico epilogo di venerdì mattina quando l'80enne viene dichiarato morto.

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«La famiglia è sotto choc, non ci sono altri termini per descrivere quanto è successo -commenta l'avvocato Vincenzo Arcidiacono, legale che con l'avvocato Alberto Zannini assiste la famiglia Gagno- la persona coinvolta non viveva li da molti anni, non mi pare si possa inquadrare in una lite tra vicini di casa: siamo concentrati nel ripercorrere l'evento in sè. Non c'era nessun precedente, nessuna denuncia incrociata e anche se fosse non cambierebbe nulla. In ogni caso tra lui e la famiglia non c'era nessuna carta bollata».

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