Cronaca

Giovedì l'ultimo saluto a Marco Cestaro, lo zio: "Basta parlare di suicidio senza prove"

Saranno in tantissimi a dare l'ultimo saluto al 17enne e a stringersi attorno ai familiari, straziati per la seconda volta in pochi mesi da una tragica perdita, dopo quella del padre del giovane

VILLORBA “Ai funerali di Marco non si parli di suicidio”. Saranno celebrate giovedì 26 gennaio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Fontane di Villorba, le esequie di Marco Cestaro, il 17enne del posto deceduto tragicamente il 16 gennaio all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dopo essere stato trovato agonizzante tre giorni prima lungo i binari, a mezzo chilometro dalla stazione ferroviaria di Lancenigo, per cause e in circostanze ancora tutte da chiarire. Saranno in tantissimi a dare l'ultimo saluto al ragazzo e a stringersi attorno ai familiari, straziati per la seconda volta in pochi mesi da una tragica perdita, dopo quella del padre del giovane: la mamma Anna, il fratello Gioele, le sorelle Silvia e Sara, i nonni, gli zii e i parenti tutti.

“Marco era conosciuto e ben voluto da tutti, è giusto e ci fa piacere che lo accompagnino in tanti nel suo ultimo viaggio, ma basta parlare di suicidio, al momento non c'è nessuna prova in merito a sostenere in modo inequivocabile questa tesi” dichiara lo zio Damiano. I familiari di Marco, come hanno più volte avuto modo di ribadire, non credono al gesto estremo alla luce di tutta una serie di elementi che non tornerebbero con la circostanza che il ragazzo si sia volutamente gettato sotto il treno e con un “classico” investimento.

Per fare piena luce sui fatti, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si sono quindi rivolti a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela de diritti dei cittadini, che, come primo atto, ha immediatamente nominato un proprio consulente medico legale per assistere all'esame autoptico sulla salma della vittima, effettuato venerdì scorso.

Ad ora, infatti, sulle modalità e sulle cause della morte, così come sui ritardi dei soccorsi, c'è un'inchiesta aperta e il lavoro del medico legale incaricato dal Pm non si è esaurito con l'autopsia, così come non è finito quello degli inquirenti: il dott. Alberto Furlanetto dovrà vagliare nel dettaglio l'eventuale compatibilità delle ferite con un impatto contro un treno, andranno analizzati gli esiti degli esami istologici che sono stati effettuati e tutta la cartella clinica. Sulla inquietante vicenda la verità è ancora lontana.

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