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Grande Treviso, Villorba si sfila, Marco Serena: "Progetto snaturato"

Il sindaco: "Aumenterà solo i costi". Intanto a Ca' Sugana gli altri primi cittadini firmano la convenzione per la verifica della fattibilità da inviare alla Regione

VILLORBA Il Sindaco di Villorba Marco Serena, dopo un’attenta e condivisa valutazione dei possibili vantaggi funzionali sul territorio della Città di Villorba, ritiene di non aderire al progetto di Unione capitanato da Giovanni Manildo. All’inizio il progetto di Unione coinvolgeva i soli Comuni direttamente confinanti con Treviso, che si sono sviluppati conseguentemente a una naturale evoluzione urbanistica e che continuano tutt’oggi a coltivare interessi comuni, dalla mobilità alla sicurezza. L’estendere il progetto a Comuni più lontani e poco collegati, con affinità tradizionalmente diverse, ha modificato, fino a snaturarne, lo spirito iniziale del progetto. “Grande Treviso” non è “Treviso Grande”: il gioco di parole vuole porre l’accento sulle reali intenzioni dominanti del capoluogo.

Aderire all’Unione, infatti, significa trasferire a un nuovo ente (intermedio tra comune e provincia), che si costituirà giuridicamente, le funzioni fondamentali del Comune e quindi significa svuotarlo delle sue competenze. Nel progetto di Manildo i Comuni aderenti dovrebbero attribuire all’Unione tutte le funzioni fondamentali, così svuotando di significato i consigli comunali, le giunte e riducendo a compartecipanti i sindaci dei comuni più piccoli. Il vantaggio economico di tale scelta è poi discutibile: l’ente, che dovrà gestire le necessità di oltre 200.000 abitanti, prevede necessariamente almeno la nomina di un super dirigente con il suo staff e questo comporterà un aumento dei costi.

I contributi del cittadino inoltre finirebbero in un unico grande calderone e la distribuzione degli interventi pubblici su un territorio così vasto potrebbe avvantaggiare i Comuni meno virtuosi. La scelta, al di là della solidarietà onorabilissima, non è funzionale per i nostri cittadini, che vivono in uno dei pochissimi comuni che hanno fatto del contenimento fiscale una bandiera. Non è inoltre rassicurante da un punto di vista gestionale e politico il fatto che il sindaco di un capoluogo, oltre a proporsi come Presidente della nuova Provincia, voglia dirigere anche gli interessi di un’ulteriore realtà territoriale in modalità “matrioska”.

Grande Treviso avanti tutta. Intanto questa mattina in Sala Arazzi, alla presenza del sindaco di Treviso Giovanni Manildo e dei rappresentanti dei comuni di Carbonera, Casale Sul Sile, Casier, Maserada Sul Piave, Ponzano Veneto, Povegliano, Preganziol, San Biagio di Callalta e  Silea è stata sottoscritta la convenzione per la verifica della fattibilità della unione e gestione associata dei comuni.

Il documento verrà trasmesso in Regione Veneto unitamente ai provvedimenti adottati dai consigli comunali per l'adesione ad un bando che prevede l'assegnazione e l'erogazione di contributi a favore di Comuni per l'elaborazione di studi di fattibilità finalizzati alla riorganizzazione comunale delle funzioni e dei servizi.

“Un altro passo in avanti verso un sistema di gestione associata dei servizi – dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – Il tema dell’unione dei comuni è stato affrontato più volte nel corso degli incontri  dell’Ipa Marca Trevigiana e vede Treviso come comune capofila. L’obiettivo condiviso è di razionalizzare e rendere più efficiente la gestione dei servizi per tutti i cittadini del territorio”.

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