Delitto di Fontane, in Appello maxi sconto agli imputati

La Corte d'Appello di Venezia ha ridotto la pena al 26enne romeno Florin Stingaciu da ergastolo a 20 anni di reclusione. Assolto invece da tutti i capi d'imputazione fuorché  il possesso del coltello l'albanese 28enne Rubin Xhika

Il luogo del delitto e la vittima Igor Ojovanu

Clamorosa sentenza nel caso di Igor Ojovanu, il giovane di origine moldava freddato da una coltellata alla schiena la sera del 30 settembre del 2018 a Fontane di Villorba, mentre era di ritorno con amici da un addio al celibato.

La Corte d'Appello di Venezia, dopo una lunghissima camera di consiglio,  ha infatti ridotto la pena al 26enne romeno Florin Stingaciu, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e il tentato omicidio di Stefan Lungu, da ergastolo a 20 anni di reclusione. Assolto invece da tutti i capi d'imputazione ( il tentato omicidio di Ion Bagrin e le lesioni ai danni di Stefan Bagrin e Valentin Jereghei) fuorché  il possesso del coltello l'albanese 28enne Rubin Xhika. I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione alla Procura di Treviso degli atti relativi alla deposizione di Ion Bagrin, ipotizzando la falsa testimonianza. Agli investigatori infatti il giovane aveva raccontato di essere stato colpito da Xhika mentre invece, nel corso di una intercettazione telefonica, aveva scagionato completamente l'albanese. La Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne.

A Stingaciu la Corte ha riconosciuto come equivalenti le attenuanti all'aggravante dei futili motivi. «Siamo soddisfatti per l'esito dell'appello - hanno detto gli avvocati difensori Mauro Serpico e Giorgio Pietramala - non c'erano gli estremi per una condanna all'ergastolo neppure in primo grado, questa volta i giudici si sono attenuti all'oggettività dei fatti». 

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Chi non nasconde  la propria soddisfazione è il legale di Rubin Xhika, l'avvocato Alessandra Nava. «C'è un ragazzo di 28 anni - dice - che stasera, 29 settembre, esce di galera e riguadagna la libertà. Sono felicissima per l'esiti di un processo che finalmente ha dato il giusto rilievo alle intercettazioni telefoniche che in primo grado non erano neppure state considerate. A cominciare dalle dichiarazioni di Ion Bagrin, che ad un amico dice esattamente quello che noi abbiamo sempre sostenuto e cioè che non è Xhika colui che l'ha colpito alle spalle».

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