Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Fa condannare l'uomo che le aveva rotto la milza: 48enne viene indagata

La donna è stata al centro del caso che ha visto un infermiere di Treviso condannato a sei anni e sei mesi per lesioni gravissime. Ma il giorno della denuncia venne scambiata per un'ubriaca molestatrice e portata in Questura. Lei rispose mandando a quel paese i poliziotti, dopo aver preso a pugni la loro auto

E' indagata per oltraggio e resistenza la donna cui l'ex compagno ruppe la milza

Ha ricevuto "soddisfazione" nel vedere la persona che le avrebbe rotto la milza con un colpo condannato a sei anni e sei mesi, oltre ad aver incassato un provisionale, immediatamente esecutiva, di 15mila euro. Ma la donna che ha trascinato in tribunale D.L., infermiere trevigiano attualmente sottoposto all'obbligo di dimora in un paesino in Provincia di Pescara dove l'uomo vive con l'anziana madre, non ha probabilmente  finito di frequentare le aule di giustizia. La 48enne risulta infatti indagata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: la sera in cui, il 18 settembre del 2019, aveva chiamato la polizia perché la facesse rientrare in casa sua, da cui era stata mandata fuori da D.L., gli agenti della volante intervenuti non le hanno creduto. E lei non ha trovato di meglio che mandare "a quel paese" i poliziotti, prendendo anche a pugni la macchina.

Tutto è avvenuto non solo perché sul campanello di casa campeggiava solo il cognome di lui: per un errore di trascrizione la misura cautelare cui il 44enne era stato sottoposto, ovvero l'allontanamento dalla casa familiare, non era infatti presente all'interno della banca dati a disposizione delle forze di pubblica sicurezza. Così, mal ridotta, vestita a mala pena, senza scarpe e sofferente per il colpo ricevuto che più tardi sarà appurato le ha provocato la rottura della milza, la 48enne è stata scambiata per una ubriaca molestatrice e portata in Questura. Nei giorni successivi, a seguito di quei fatti,  D.L. subì un aggravamento della misura cautelare e fu mandato in carcere. La donna invece, una volta uscita dall'ospedale, ha scritto una lettera di scuse ai poliziotti. Conta su un ritiro della querela, stanti le circostanze e soprattutto l'esito del processo in cui era parte offesa. 
 

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