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Violenza sulle donne: sinergia tra i Comuni del montebellunese

Le attività portate avanti grazie al Tavolo rosa, ai servizi sociali, e agli sportelli dedicati: Donna e Cambiamento maschile

MONTEBELLUNA E’ uno dei protagonisti dell’azione di contrasto alla violenza contro le donne: il Tavolo Rosa del Montebellunese (il tavolo Intercomunale per le Pari Opportunità che riunisce i Comuni di Montebelluna, Caerano di San Marco, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, Trevignano, Valdobbiadene e Volpago del Montello) da anni è promotore di iniziative che favoriscono le pari opportunità in particolare quelle di genere.

Un lavoro importante e significativo che impegna i Servizi Sociali dell'area montebellunese nel sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche delle pari opportunità e della prevenzione della violenza contro le donne.Tra le varie iniziative del Tavolo Rosa rientrano laboratori di sensibilizzazione, incontri di informazione, eventi teatrali ed i convegni di restituzione dei risultati del progetto e lo Sportello donna (attivo il martedì dalle 9.00 alle 12.00 sportellodonnamontebelluna@gmail.com). Lo Sportello Donna offre alle donne una serie di servizi: dall'informazione sui temi del lavoro e dell'imprenditorialità femminile, alle opportunità di formazione professionale fino all'informazione legata alla condizione femminile e alle problematiche familiari. Un’azione che i Servizi sociali in questi anni sono in grado di portare avanti grazie ad una costante ricerca di fondi: dal 2004, infatti, tantissimi sono i finanziamenti regionali assegnati al Comune per progettualità rivolte alle pari opportunità. Recentemente, inoltre, a Montebelluna è stato attivato uno degli sportelli Centro Antiviolenza Stella Antares di Montebelluna promosso dalla cooperativa una Casa per l’uomo. Si tratta di Un progetto, finanziato dalla Regione, che nasce dalla collaborazione tra l’Ulss 8, i Comuni della Conferenza dei sindaci e la cooperativa Una Casa per l’uomo per sostenere le donne vittime di violenza. Lo sportello di Montebelluna si trova in via Pastro 1/5 (ricevimento mercoledì 9.00-11.00 e venerdì 14.30-16.30).

A queste iniziative di sostegno alle donne, si aggiunge l’azione rivolta agli uomini, che spesso rappresentano coloro i quali agiscono con violenza. Un’azione innovativa che prende il nome di Cambiamento Maschile e che è portata avanti dal consigliere comunale delegato alle Pari Opportunità, Antonio Romeo. Per chi desidera avere informazioni sulle attività promosse dallo sportello o fissare un appuntamento può chiamare al numero 345 9528685 il martedì, dalle 18.30 alle 20.30 o il giovedì, dalle 12.00 alle 14.00, o scrivere alla e-mail: cambiamentomaschile@gmail.com “Ogni volta che parlo della violenza maschile sulle donne qualcuno, uomo o donna, mi fa questa domanda: Ma lei lo sa che ci sono anche donne che usano violenza contro gli uomini? - spiega Antonio Romeo - Non ho alcuna difficoltà a rispondere: anche gli uomini possono subire violenza dalle donne e credo fermamente che dovrebbero esistere servizi specialistici anche per loro! Questo dato però non può negare la realtà: da sempre, in tutti i paesi ed in tutte le culture, in ogni fascia sociale esiste una percentuale molto più alta di donne che subiscono violenza dagli uomini. Alcuni di questi quando leggono fatti di cronaca sulla violenza dicono” i soliti stronzi vigliacchi che picchiano le donne! Gentaglia, bisognerebbe che uno più grosso di loro gliele desse di santa ragione così capirebbero come ci si sente”! Peccato che quando entrano in casa e chiudono la porta dietro le proprie spalle, in famiglia fanno esattamente le stesse cose.

A Montebelluna da qualche mese è operativo Cambiamento Maschile, uno spazio d'ascolto per uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive. Ai maschi che con grande determinazione esprimono disprezzo per gli “uomini violenti”, io chiedo di rispondere, in cuor loro, alle stesse domande che proponiamo a chi inizia a frequentare il nostro centro: “Tu insulti, critichi la tua compagna? Le urli dietro? Inveisci contro di lei? La fai sentire stupida dopo che ha espresso il suo pensiero? Cerchi di impedirle di fare qualcosa che vuole fare, ad esempio indossare un abito che a te non pi ace, uscire con gli amici, avere un lavoro, studiare? Le impedisci di spendere soldi per uso personale? Le dai schiaffi, l'hai mai spinta o minacciato di farlo? Hai mai lanciato oggetti in sua presenza: un bicchiere una sedia, un piatto? L'hai mai accusata di dare troppe attenzioni a qualcun altro? Hai fatto pressioni su di lei o su un'altra donna per avere rapporti sessuali quando lei non voleva? L'hai seguita a sua insaputa? Hai controllato i suoi movimenti (telefonando costantemente o mandando messaggi di continuo o in ore strane)? Hai fatto soffrire i tuoi figli, insultandoli o trattandoli male? Hai spaventato lei o i tuoi figli“? Questi, ed altri comportamenti simili, non sono “femminicidi” ma si chiamano “violenza fisica” o “violenza psicologica” e ripetuti nel tempo possono portare la tua compagna alla depressione, all'abuso di alcol, al suicidio. Quando arrivano da noi alcuni uomini dicono “io non sono violento è lei che è stronza e che mi provoca” ma un po' alla volta riconoscono che queste azioni sono violenza, se ne assumono la responsabilità e decidono di “cambiare”. Non incontriamo “mostri”, vediamo tutte le settimane “uomini normali” come me e come te che hanno preso finalmente coscienza di avere un problema. Qui trovano persone competenti che li accolgono senza giudicare e con autentica umanità li aiutano a ritrovare in sé stessi un modo di comunicare rispettoso delle donne. Un uomo che ha frequentato un centro come il nostro ha detto: “Se mia moglie o mia figlia tornassero a casa e mi raccontassero che un estraneo le ha prese a schiaffi per strada, io sarei infuriato e mi sembrerebbe un gesto insano e vigliacco, ma se lo faccio io a loro, allora va bene. Eppure il gesto è lo stesso, la persona è la stessa, dovrei sentirmi nello stesso modo, ma non è così. Perché?”

Il tema della violenza contro le donne – commenta il sindaco, Marzio Favero – è un tema di straordinaria delicatezza perché fa capire che sotto la crosta di un corpo sociale evoluto con un alto grado di istruzione e un buon livello di benessere, sono attive faglie di violenza nascosta, di forme di rapporti quasi tribali all'interno della famiglia. Reagire non è opportuno, è necessario ed il Comune di Montebelluna, assieme in collaborazione con il tavolo Rosa, sta sperimentando un mix di approcci, alcuni tradizionali come lo sportello Donna, altri assolutamente innovativi come lo sportello dedicato agli uomini che esercitano violenza. Dobbiamo tener conto che ci scontriamo con problemi legati a modelli culturali arcaici che è ora di superare definitivamente ed è per questo che la battaglia, prima che sul piano psicologico e legale, deve essere affrontata dal punto di vista culturale. La speranza è che le nuove generazioni possano rappresentare uno stadio di ulteriore emancipazione perché, per paradosso, nei casi di violenza familiare il soggetto davvero malato è colui che esercita la violenza”.

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