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Nella Marca aumentano i casi di violenza sulle donne: al via il "Progetto Alice"

Il progetto sociale realizzato nell’Ulss 2 grazie a Fondazione di Comunità Sinistra Piave Onlus e Latteria Soligo. Un milione e mezzo di litri di latte donati in aiuto alle donne

TREVISO “Nel mondo di Alice ogni donna è felice” è questo lo slogan che accompagna la campagna contro la violenza di genere realizzata da Fondazione di comunità della sinistra Piave con il sostegno dell’Ulss 2 Marca Trevigiana e grazie al coinvolgimento di una importante realtà economica del territorio, la cooperativa Latteria Soligo. L’iniziativa presentata oggi in conferenza stampa a Treviso assume, con questa nuova edizione, un respiro provinciale sviluppandosi sia attraverso una campagna di comunicazione innovativa che con una concreta raccolta fondi a sostegno dei servizi territoriali. Nei prossimi mesi, in migliaia di case entrerà una confezione di latte “targato” Alice: un messaggio forte per rompere il silenzio che spesso copre la violenza, anche tra le mura domestiche, facendo concretamente conoscere i servizi anti violenza e sostenendone le attività sul territorio.

I dati degli accessi al Pronto Soccorso nell’ambito dell’Ulss 2 da parte di vittime di violenza rivelano che quasi 2 donne ogni giorno (667 accessi) si sono presentate per denunciare percosse e violenze fisiche. Un trend in aumento visto che nel primo semestre 2017 sono già 417 gli accessi. Numeri che comunque rappresentano solo la punta di un fenomeno, ancora largamente sommerso: la maggioranza delle donne preferisce non denunciare la violenza, nascondendosi spesso dietro racconti di incidenti domestici, mentre sfugge alla statistica tutto l’ambito delle violenze psicologiche. Va inoltre evidenziato che i dati non possono avere al momento una valenza statistica, essendo state finora non omogenee le modalità di raccolta degli stessi in ciascuna Ulss, tuttavia aiutano a comprendere la vastità del fenomeno. In questo contesto si inserisce la nuova edizione del Progetto Alice che, grazie al coinvolgimento dell’intera Ulss 2 Marca Trevigiana, acquisisce un respiro provinciale: la comunicazione del progetto Alice entrerà in tutti gli ospedali territoriali attraverso i monitor delle sale d’attesa e saranno realizzate anche forme di coinvolgimento delle scuole, attraverso le varie tappe del progetto. 

“E’ con piacere – ha affermato il Direttore Generale, Francesco Benazzi - che cogliamo questa occasione per annunciare che, dal 17 ottobre, è finalmente attivo anche presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Treviso il protocollo medio-infermieristico “Codice Rosa” che consente alle donne vittime di avere un ambulatorio dedicato che garantisce l’anonimato, il supporto di uno psicologo e l’attivazione diretta sia della segnalazione alle Forze di Polizia, che del Centro Anti Violenza. Un servizio di primo accesso che uniforma anche Treviso alle ex Ulss 7 e 8 che erano già più avanti su questa strada. In particolare, l’Ulss 7 da cui arriva il “progetto Alice” dimostra anche nei numeri di aver sensibilizzato la popolazione e creato le condizioni per far emergere i casi di abusi psicologici e di violenze fisiche. Anche per questo gli accessi al pronto soccorso di donne che decidono di denunciare sono decisamente più alti”. Concretamente, il progetto andrà a sostenere il Centro Anti Violenze (CAV) di Vittorio Veneto che opera con attività diretta di accoglienza e supporto di persone vittime di violenza (provenienti da una vasta area, non solo dai 28 Comuni dell’ex azienda sanitaria pievigina), sviluppando attività in rete con altri servizi territoriali, ad esempio Servizi Sociali, Consultori Familiari, Forze dell’Ordine. Nell’ultimo anno il CAV ha accolto 138 donne (126 nuovi casi), la maggior parte tra i 30 e 50 anni, vittime di abusi fisici e psicologici. A loro è stata data anche assistenza abitativa e legale e, soprattutto, sono stati aiutati insieme alle madri anche molti minori. Grazie all'ultima edizione del progetto Alice sono stati raccolti oltre 15mila euro che hanno contribuito al funzionamento e alla formazione del personale. L’auspicio è di dare ora nuovo impulso ad una campagna che entrerà capillarmente in tutte le strutture dell’azienda sanitaria unica. 

Brugnera, Benazzi, Fantinel-2

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