Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Visite mediche a luci rosse: risarcisce le vittime e chiude i conti con la giustizia

Alessandro Malavisi, 50enne di Mogliano Veneto, ha patteggiato due anni di reclusione per violenza sessuale: avrebbe sottoposto le sue pazienti a fastidiose ispezioni senza motivo

CONEGLIANO Aveva versato duemila euro per ognuna delle 13 parti civili costituite, a titolo di risarcimento del danno. Ma nonostante ciò il gup Bruno Casciarri aveva considerato troppo lieve rispetto alle condotte contestate la richiesta di patteggiamento a due anni di reclusione nei confronti di Alessandro Malavisi, il cardiologo 50enne nato a Venezia ma residente a Mogliano Veneto che operava in un centro di medicina sportiva di Conegliano e che era finito a processo per rispondere del reato di violenza sessuale.

Il professionista, a questo punto, ha deciso di ritoccare a rialzo le somme risarcitorie (le persone offese hanno così ritirato la costituzione di parte civile) riuscendo a chiudere i conti con la giustizia: di fronte al gup Angelo Mascolo ha infatti ripresentato la richiesta di patteggiamento, sempre a due anni di reclusione, che il giudice stavolta ha accolto mettendo la parola fine al procedimento penale.

Secondo quanto veniva contestato dagli inquirenti, il dottor Malavisi per effettuare un elettrocardiogramma avrebbe fatto spogliare le pazienti facendole restare soltanto in mutande e, se rilevava presunti problemi di circolazione che potevano essere legati alle emorroidi, le avrebbe sottoposte a lunghe e fastidiose ispezioni rettali. Dalle indagini era anche emerso che alcune presunte vittime, dopo essere state visitate dal cardiologo, per paura di avere dei seri problemi di circolazione si sarebbero sottoposte a ulteriori visite da un proctologo scoprendo di non aver nessun problema di emorroidi. Una beffa insomma che le aveva spinte a presentare denuncia contro Malavisi per il comportamento tenuto.

Venticinque in tutto le denunce che nel corso dei mesi erano pervenute agli inquirenti, ma tredici di queste sono già state archiviate in fase d'indagine in quanto tardive. Le altre, dopo i doverosi accertamenti, avevano spinto il pm Giovanni Valmassoi a chiedere che il professionista venisse processato. A queste dodici se n'era aggiunta un'altra, e tutte si erano costituite parte civile chiedendo un risarcimento danni compreso tra i 10 e i 20 mila euro ciascuno, per un totale che sfiorava i 200 mila euro.

L’inchiesta era iniziata alla fine dell'estate 2014 quando due donne si erano rivolte alla squadra mobile di Treviso per il trattamento ricevuto all'interno dell'ambulatorio privato di Conegliano per ottenere un semplice certificato di idoneità sportiva non agonistica. Specializzato in visite medico-sportive e medico sociale di una squadra di calcio della Castellana, Malavisi era accusato di aver praticato lo stesso trattamento a tutte le presunte vittime, di età compresa tra i 18 e i 45 anni.  

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