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Vittorio Sgarbi racconta Escher: una lectio magistralis a Treviso

Il celebre critico d'arte ha riempito la sala dell'Auditorium del museo di Santa Caterina, illustrando a modo suo la mostra dedicata a Escher

TREVISO- I primi partecipanti si sono messi in coda già alle 9.30 di sabato mattina, davanti alle porte del museo di Santa Caterina, per potersi accapparrare un posto nelle prime file dell'esclusiva lectio magistralis che il critico Vittorio Sgarbi ha tenuto nella splendida sala dell'Auditorium trevigiano. Un incontro che ha suscitato l'interesse di tantissimi cittadini, accorsi in massa per partecipare all'evento.

Sgarbi è tornato a Treviso per spiegare alla cittadinanza i segreti della mostra su Maurits Cornelis Escher, celebre pittore olandese le cui opere principali sono esposte da venerdì 30 ottobre nello storico museo trevigiano. Dopo qualche minuto di ritardo, il critico ha subito iniziato la sua lezione con queste parole: "E' merito mio se le mostre di Escher e El Greco sono arrivate a Treviso", dilungandosi quindi sulle vicissitudini che hanno portato l'amministrazione comunale della città a organizzare una mostra così importante. "Treviso - dice Sgarbi - assomiglia all'aforisma di Walt Whitman che recita: 'Certo che mi contraddico. Io sono grande, contengo moltitudini al mio interno'. E' una città che grazie alla sua amministrazione è riuscita a organizzare mostre di artisti apparentemente molto distanti tra loro (come Escher e El Greco), riuscendo però a farle coesistere in armonia". Dopo aver ringraziato i tanti trevigiani accorsi in così gran numero all'incontro, Sgarbi ha iniziato a raccontare la mostra dedicata all'artista olandese, avvalendosi dell'aiuto del catalogo ufficiale. Un vero e proprio viaggio che pone le sue radici più profonde in Italia, terra molto amata da Escher e a cui la mostra trevigiana dedica un'ampia sezione. Sgarbi si è poi soffermato con particolare enfasi sul tema dell'illusione, caratteristica chiave della pittura di Escher. "L'artista olandese potrebbe essere paragonato in letteratura a un autore come Borges. Il primo è stato un vero e proprio visionario dello spazio, mentre lo scrittore argentino è stato un visionario della Storia. Entrambi hanno descritto con impareggiabile maestria il concetto di spazio aberrante e per questo li possiamo definire come due sognatori del reale. Escher, in conclusione dipinge labirinti da cui non sappiamo se potremo mai uscire, ma la nostra mente, dopo aver osservato le sue opere, ne esce sicuramente innalzata".

Tra i tanti temi toccati da Sgarbi, anche quello della discussa (possibile) vendita di un quadro di Klimt da parte del sindaco di Venezia, per aumentare le casse comunali, iniziativa a cui il critico si è detto favorevole. Sgarbi infine, ha voluto fare un parallelo tra le opere di Escher e gli splendidi affreschi conservati nella sala dell'Auditorium di Santa Caterina, non dimenticandosi di omaggiare durante la lezione, tra gli altri, un trevigiano che ha fatto conoscere l'immagine della città in tutto il mondo, vale a dire Luciano Vincenzoni. Una lectio magistralis che conclude una settimana in cui Treviso è stata protagonista assoluta della cultura grazie a una serie di iniziative incredibili. La mostra su Escher resterà aperta fino al 3 aprile 2016 al museo di Santa Caterina e sarà visitabile il lunedì dalle 14.30 alle 20.00 e dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 20.00.

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