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Cronaca

Violenza razzista, condannati due tifosi del Treviso calcio

E' finito oggi, martedì 25 gennaio, il processo per l'aggressione avvenuta il 25 aprile del 2018 a Vittorio Veneto, al termine della finale di Coppa Veneto. Sentenza ad un anno e un mese per il 51enne Alessandro Rossi e il 40enne Pierpaolo Nicola, accusati di lesioni e danneggiamento con l'aggravante dell'odio etnico. Assolti il 29enne Nicolò Cervi e la 42enne Antonella Pavone

L'aggressione ultras avvenuta a Vittorio Veneto il 25 aprile del 2018 fu un gesto aggravato dall'odio etnico, razziale e nazionale. E' questa la conclusione a cui è arrivato il giudice Francesco Sartorio al termine del processo a quattro sostenitori del Treviso calcio. Due di loro sono usciti assolti (la 42enne Antonella Pavone e il 29enne Nicolò Cervi, entrambi di Treviso, per cui è scattata la formula dubitativa) mentre il 51enne Alessandro Rossi e il 40enne Pierpaolo Nicola (di Ponzano), sono stati condannati a 1 anno e un mese di reclusione. Per loro ( quattro erano tutti difesi dall'avvocato Fabio Crea) si tratta di una sentenza addirittura più pesante di quelle che erano state le richieste della Procura, che nei confronti di Nicola e Rossi aveva invocato un anno. Il 40enne potrà godere della sospensione della pena a patto che svolga quattro mesi di lavori con finalità sociale mentre al 50enne, che aveva una recidiva reiterata, non è stata concessa la condizionale.

Le vittime del pestaggio erano state un 22enne e un 43enne, entrambi di origine marocchina; il più anziano dei due venne picchiato con pugni e sberle al viso e al corpo davanti alla figlia che al tempo aveva solo 13 anni e con cui, quel pomeriggio, stava facendo un giro in bicicletta. La violenza sarebbe scattata in pieno centro a Vittorio Veneto dopo che allo stadio "Barison" di Vittorio Veneto si era conclusa la finale della Coppa Veneto di calcio dilettantistico tra Treviso e Opitergina, vinta dai biancocelesti per 3-0.

«Marocchino di m...», «Mi son veneto» e «Negri di m...» le tre frasi che sono costate a Nicola e Rossi l'aggravante dell'odio etnico ai reati di lesioni aggravate e dannegiamenti. La "colpa" del  43enne sarebbe stata quella di indossare una maglietta da calcio del Real Madrid, mentre la figlia tredicenne ne aveva addosso una della Juventus. Casacche che non sarebbero andate a genio agli hooligans del Treviso che allora hanno iniziato a minacciare e insultare non appena hanno incrociato l'uomo e la ragazzina. «Fermati e togliti subito quella maglia» avrebbero urlato al marocchino che, capita la gravità della situazione, ha fatto di tutto per evitare il confronto fisico. Ma non essendosi tolto la maglietta i quattro sarebbero diventati ancora più aggressivi. «Negro, togliti quella maglia», hanno continuato gli ultras urlando contro il 43enne. Lo schiamazzo avrebbe allora richiamato l’attenzione di un 22enne,anche lui di origine nordafricana, che dalla finestra di casa ha chiesto al connazionale se avesse bisogno di aiuto. Ma sentendoli parlare in arabo gli ultras avrebbero reagito con ulteriore violenza verbale scatenandosi con frasi del tipo «negro di m… Io ti spacco la faccia… Mi son Veneto…».

Le botte sono invece arrivate quando il 22enne è sceso per aiutare l’uomo e la figlia ritrovandosi addosso i tifosi, che avevano inseguito il 43enne dentro al palazzone, sfondando la porta d'ingresso. In quei frangenti si è scatenata la violenza con calci e pugni rivolti ai due marocchini e una pianta scagliata contro il più giovane che per poco però non ha raggiunto la ragazzina, costretta ad assistere alla scena in preda al terrore. Nella colluttazione il 43enne ha riportato escoriazioni al collo, alla testa e contusioni al torace. Il 22enne, a cui uno degli imputati avrebbe anche fatto con le mani il gesto del taglio del collo, ha invece ha rimediato un trauma facciale, la rottura delle ossa del naso e traumi ad una spalla. Fortunatamente incolume, ma in forte stato di choc, la 13enne.

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