Imprenditore "nullatenente" non versava i contributi dei dipendenti: scatta il maxi-sequestro

Indagine della Guardia di Finanza nei confronti di un'azienda metalmeccanica del vittoriese. Il gip del tribunale di Treviso ha concesso il sequestro preventivo di beni mobili registrati, immobili, denaro, titoli e quote societarie per un valore di 740mila euro

L'indagine è stata condotta dalle fiamme gialle

Sette fabbricati, tre terreni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 740mila euro. Questo il piccolo "tesoro" a cui i finanzieri della Tenenza di Vittorio Veneto hanno messo i sigilli nei giorni scorsi, al termine di una lunga e articolata indagine patrimoniale nei confronti di un imprenditore, finito nella rete di controlli tesi per contrastare l’evasione e le frodi fiscali. A finire nel mirino degli investigatori è stata una società di capitali del vittoriese, operante nel settore metalmeccanico che aveva omesso il versamento all’Erario delle ritenute operate sui redditi dei dipendenti. L’attività svolta dalla Guardia di Finanza ha portato alla segnalazione di un vittoriese di circa 50 anni, amministratore unico nonché legale rappresentante della società, per reati tributari alla Procura delle Repubblica di Treviso.

Per concretizzare il recupero del maltolto, è stato chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari, che lo ha concesso, il sequestro preventivo, fino alla concorrenza della somma evasa, di beni mobili registrati, immobili, denaro, titoli e quote societarie nella disponibilità dell’indagato, succa carta “nullatenente”. Le accurate indagini patrimoniali svolte dai finanzieri hanno dimostrato, infatti, che l'imprenditore aveva trasferito solo formalmente le proprietà immobiliari ad un prestanome, e che i canoni delle locazioni venivano sistematicamente accreditati sui conti correnti di un’agenzia d’affari compiacente che, a sua volta, glieli riversava.

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Il servizio dà conto di quale sia, anche in questo periodo di emergenza, l’impegno del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Treviso nella lotta alle più gravi frodi fiscali e nel concreto recupero delle somme illecitamente sottratte all’Erario, attraverso misure di aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate dagli evasori.

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