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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca Vittorio Veneto

Accoltella anziano per gelosia, 45enne condannato a dodici anni

Si è concluso il processo in primo grado (con il rito abbreviato) a Giovanni Maria Cuccato, l'operaio accusato dell'omicidio di Luciano Dall'Ava, il 72enne ucciso a coltellate il 12 dicembre del 2019. L'imputato, trovato parzialmente incapace al momento di commettere l'atto, sconterà la pena all'interno di una comunità

Dodici anni di reclusione. Questa la condanna con cui si è concluso il processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Angelo Mascolo, a Giovanni Maria Cuccato, l'operaio 45enne reo confesso dell'omicidio di Luciano Dall'Ava, 72enne di Colle Umberto, avvenuto la sera del 12 dicembre del 2020 in piazza Fiume a San Giacomo di Veglia. Cuccato, tenuto anche a una provvisionale di 50mila euro per ciascuna delle parti civili (i due figli della vittima, Federica e Domenico, assistiti dall'avvocato Enrico D'Orazio che ha formulato una richiesta di risarcimento di oltre 300 mila euro che verrà però stabilita con un giudizio civile) è stato interdetto dai pubblici uffici in maniera perpetua e ha una interdizione legale che verrà per tutta la durata della pena. Nei confronti dell'uomo, la cui condanna è stata ridotta di sei anni per il rito e di altri sei anni in quanto dichiarato parzialmente incapace di intendere e volere, il pubblico ministero ha chiesto una misura di sicurezza. Il difensore (l'avvocato Cristiana Polesel, che ha già annunciato appello) dovrà ora trovare una comunità in cui Cuccato, che oltre a cure di tipo farmacologico ha bisogno di terapie psicologiche, sconterà la pena.

In preda alla rabbia, dopo aver parcheggiato la sua auto in piazza Fiume, la sera del 12 dicembre del 2019 Giovanni Cuccato, che doveva rispondere di omicidio volontario, lesioni aggravate e violenza privata, uscì di casa alla ricerca di una 39enne nigeriana con la quale in passato avrebbe avuto una relazione. La trovò a San Giacomo di Veglia, all'interno del pick-up di Dall'Ava. In preda ad un attacco di gelosia avrebbe spalancato la portiera cercando di far scendere la donna, urlandole che doveva andare con lui. La nigeriana aveva cercato anche di strappargli il coltello dalle mani rimanendo lievemente ferita a una mano (il reato è stato derubricato da tentato omicidio a lesioni personali aggravate e violenza privata) riuscendo poi a scappare e a chiamare i Carabinieri. A quel punto Cuccato si sarebbe scagliato contro Luciano Dall’Ava, colpendolo con più di una decina di fendenti.

Il 45enne, che era riuscito ad accedere al rito abbreviato grazie al venir meno dell'aggravante dei futili motivi, era stato considerato "socialmente pericoloso per gli altri e per sé stesso". Il vizio mentale che ne avrebbe parzialmente ridotto la capacità al momento di accoltellare Dall'Ava è riconducibile ad un problema bipolare che si innesta su una sindrome schizzoide che inciderebbe sulla sfera affettiva.

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