Incendiavano le auto di chi litigava con loro, era la "gang" dei piromani

Identificati i responsabili del rogo divampato nell'aprile scorso al park multipiano di Vittorio Veneto. Indagine dei carabinieri inchioda un 22enne di origini russe che vive a Miane: ha ammesso le sue responsabilità. Altri due giovani complici denunciati. Veicoli in fiamme anche a Miane e a Pieve di Soligo

La Smart distrutta nell'incendio appiccato dal piromane

Per far pagare uno "sgarro" subito in discoteca, per pretendere la restituzione di un debito e perfino per vendicarsi con il proprio padre con cui c'erano stati pesanti screzi aveva scelto un metodo degno della criminalità organizzata, ovvero incendiare e quindi distruggere le proprie auto, procurando loro danni ingenti. Sarebbe questo il disegno di un piromane seriale che i carabinieri della stazione di Vittorio Veneto e di Col San Martino, oltre al nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Treviso, hanno denunciato per incendio doloso ma anche per furto e ricettazione. Si tratta di S.C., operaio 22enne residente a Miane ma di origini russe, con precendenti per per furto e danneggiamenti. Lo straniero, messo alle strette, ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando di essere stato lui l'esecutore e l'ideatore di tre "spedizioni punitive" incendiarie che sono avvenute a Miane, nel dicembre 2018, e a Pieve di Soligo e Vittorio Veneto nell'aprile del 2019. Nell'indagine sono stati denunciati quelli che sarebbero i complici del "piromane": A.L., 23enne operaio di Miane (nativo di Montebelluna), con precedenti (anche lui per furto e danneggiamento), e M.D., 22enne di origini polacche, anche lui di Miane, disoccupato e senza nessun precedente alle spalle. Fondamentale nell'indagine l'analisi delle telecamere di videosorveglianza, soprattutto per i roghi di Miane e Vittorio Veneto che avevano portato a distruggere o danneggiare ben quattro auto. (nella foto qui sotto, da sinistra il comandante della stazione di Vittorio Veneto, Mauro Vit, il comandante di Compagnia, Giuseppe Agresti, e Roberto Perfetti, comandante della stazione di Col San Martino)

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Gli incendi

Il 21 dicembre 2018, in Miane, intorno alle 21.40, in un pubblico parcheggio in via Cal di Mezzo, due autovetture, Audi A3 e Audi TT (di proprietà di un uomo ed una donna residenti del posto), sono state danneggiate a seguito di incendio. Dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza (foto qui in basso) emerse che l’incendio era di natura dolosa, in quanto si vedevano due soggetti che, giunti sul posto con un’autovettura, dopo essere scesi ed aver osservato la zona, hanno appiccato l’incendio ad una Audi A3 che si è poi propagato all'all’Audi TT parcheggiata a fianco.

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La notte del 7 aprile 2019 a Pieve di Soligo, in via Sernaglia, un furgone Fiat Doblo’ è stato danneggiato a seguito di incendio. Il veicolo era di proprietà di D.C., padre di S.C., con il quale i rapporti sarebbero tesi.

Alle ore 4.00 del 13 aprile 2019 in Vittorio Veneto, in piazza Medaglie d’Oro, presso il parcheggio multipiano, un incendio danneggia due auto, una Smart Roadster ed una Fiat Panda, di proprietà di una coppia residente del posto. Dall’analisi delle immagini dell’impianto di videosorveglianza si nota la presenza di due giovani che, dopo essere giunti con un’auto sul posto, appiccano l’incendio con una tanica di benzina. Qualche giorno prima, nella notte tra il 1 e 2 marzo, ignoti avevano rubato il tubo di scarico dell'auto, l’autoradio ed un ciondolo portafortuna appeso sullo specchietto retrovisore interno.

Le indagini

A partire dall’episodio dell’incendio del 13 aprile a Vittorio Veneto, sono state avviate le indagini da parte dei carabinieri della stazione di Vittorio Veneto. Negli accertamenti, importanti sono stati i contributi forniti dai Carabinieri di Col San Martino in merito all’individuazione delle abitazioni di Miane dove risiedono gli indagati, e dal personale dell’Ufficio di Polizia Giudiziaria del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Treviso, che ha eseguito gli accertamenti tecnici sulle due auto consentendo di individuare le tracce della natura dolosa dell’evento. Dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza di Vittorio Veneto si nota un’Alfa Romeo 156 SW di colore nero, di proprietà ed in uso a S.C., che entra nel parcheggio multipiano prima che divampi l’incendio delle due autovetture. Dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza di Miane si nota la stessa autovettura che arriva in via Cal di Mezzo, si parcheggia, scendono i due soggetti ed appiccano l’incendio che danneggia le due Audi. Dall’analisi della targa si individua il proprietario S.C. e, svolgendo accertamenti sulle sue frequentazioni, si arriva all’identificazione di A.L., con il quale è anche collega di lavoro nella stessa azienda in provincia di Treviso.

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Le perquisizioni

Raccolti i suddetti elementi, l’indagine, diretta dal pubblico ministero Massimo Zampicinini della Procura della Repubblica di Treviso, porta all’emissione di due decreti di perquisizione personale e domiciliare a carico di S.C. ed A. L. Durante le perquisizioni effettuate da carabinieri e vigili del fuoco, vengono rinvenuti e sequestrati gli elementi decisivi per arrivare alla conclusione dell'indagine.

A casa di S.C. sequestrato un giubbotto marrone con cappuccio e pellicciotto ed un paio di scarpe bianche tipo Converse compatibili con quelle indossate durante gli episodi di Miane e Vittorio Veneto, un’autoradio ed un ciondolo portafortuna oggetto del furto commesso sulla Smart la notte tra il 1 e 02 marzo 2019, ed una tanica di plastica nera da 20 litri; presso il domicilio di A.L. il tubo di scarico oggetto del furto commesso sulla Smart la notte tra il 01 e 02 marzo 2019; il tubo era stato suddiviso in due parti, una (circa 18 cm) trovata appesa su un muro della camera da letto, l’altra (circa 23 cm) in un ripiano del garage.

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La confessione del "piromane"

Al termine delle perquisizioni S.C. ha rilasciato spontanee dichiarazioni ai carabinieri nelle quali ha ammesso la propria responsabilità in tutti gli episodi contestati ed ha chiamato in causa un altro soggetto, M. D. appunto, anche se nei filmati acquisiti i soggetti che si vedono sono solamente due. Eseguita la perquisizione presso il domicilio di M.D. in Miane, vengono rinvenuti e sequestrati un giubbotto marrone in tela con cappuccio con la manica parzialmente danneggiata da una bruciatura vicino al polsino ed un paio di scarpe ginniche di colore bianco. In merito ai tre incendi, S. C. ha dichiarato che: nell’episodio del 21 dicembre 2018 in Miane l’obiettivo era il danneggiamento dell’Audi A3 per una questione di debiti non saldati con il proprietario dell’auto. Il contestuale incendio dell’Audi TT è stato causato dalla vicinanza all’altra macchina che era l’obiettivo dell’atto intimidatorio; nell’episodio del 7 aprile 2019 in Pieve di Soligo l’obiettivo era il danneggiamento del Fiat Doblò in uso al padre per questioni di natura sentimentale; nell’episodio del 13 aprile 2019 a Vittorio Veneto l’obiettivo era il danneggiamento della Smart Roadster per una questione di dissidi per futili motivi (un drink finito addosso al 22enne) avuti con il proprietario in un locale pubblico. Inizialmente fu consumato il furto agli inizi del mese di marzo 2019 ma, non ritenendosi soddisfatto, decise successivamente di dare fuoco all’auto. La Fiat Panda della compagna del proprietario della Smart è stata danneggiata poiché parcheggiata di fianco, quindi effetto collaterale rispetto all’obiettivo principale.

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