Delitto Vaj, spuntano tre maxi polizze da 400mila euro: ucciso per soldi?

A gettare un'ulteriore ombra sull'omicidio di Vittorio Veneto è l'ex moglie del 57enne, Roberta Bencini. Beneficiaria del denaro sarebbe stata la convivente dell'uomo, Patrizia Armellin, in cella con la presunta complice, Angelica Cormaci

Le due donne accusate dell'omicidio

Tre polizze assicurative del valore di 418 mila euro, tutte intestate, come beneficiario, alla 52enne Patrizia Armellin. Roberta Bencini ha rilanciato ieri, martedì, dai microfoni de "La VIta in Diretta" il movente economico del delitto del marito  Paolo Vaj, il 57enne trovato morto nella sua abitazione di via Cal dei Romani a Vittorio Veneto nella notte tra il 18 e il 19 luglio e del cui omicidio sono accusate proprio la compagna Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, la 24enne di origine siciliana che qualche tempo prima del delitto si era trasferita a vivere con la coppia.

Roberta Bencini si era separata solo di fatto da Vaj, con cui continuava ad avere buoni rapporti. Ai microfoni della trasmissione pomeridiana di Rai1 la donna ha raccontato di essere stata nelle settimane scorse a Creta per incontrare, su richiesta dei carabinieri, il proprietario del campeggio in cui Vaj si recava spesso in vacanza e a cui il 57enne avrebbe consegnato gli originali delle tre polizze. Secondo la Bencini, Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, attualmente in custodia cautelare nel carcere di Venezia, avrebbero inscenato l'aggressione da parte del marito per poi ucciderlo, con la scusa della legittima difesa, e incassare quel denaro.

«Perchè Paolo -ha detto la moglie- non era un violento, lo descrivono come un violento solo quelle due donne». Per Nicodemo Gentile, che è l'avvocato di Roberta Bencini, il movente economico sarebbe "molto forte perché ci sono tante elargizioni fatte da Paolo Vaj alla Armellin, nei cui confronti non è assurdo immaginare avesse una forma di sudditanza psicologica". Nel frattempo è in corso l'incidente probatorio che dovrà stabilire se le lesioni subite dalla Armellin e dalla Cormaci nella colluttazione con Vaj possano o meno confermare la tesi secondo cui le due donne si sarebbe difese dall'aggressione del 57enne.

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