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Cronaca Vittorio Veneto / Calle dei Romani

Omicidio di Paolo Vaj, i risultati del test del luminol: il corpo non è stato trascinato

Del delitto sono accusate la compagna dell'uomo Patrizia Armellin, 52 anni, e la 24enne di origine siciliana, Angelica Cormaci

Il corpo di Paolo Viaj non è stato trascinato lungo il breve corridoio tra le due camere dell'abitazione di via Val dei Romani dove il 57enne è stato ucciso la notte del 18 luglio scorso. A dirlo la perizia condotta il 7 agosto scorso dai carabinieri, che hanno esaminato gli interni dell'appartamento con il Luminol alla ricerca di tracce biologiche. Il delitto, di cui sono accusate la compagna dell'uomo Patrizia Armellin, 52 anni, e la 24enne di origine siciliana Angelica Cormaci (entrambe in custodia cautelare nel carcere femminile di Venezia) che da qualche tempo si era trasferita a vivere con la coppia, potrebbe quindi essersi consumato nella cameretta dove il corpo dell'uomo, morto per soffocamento, è stato ritrovato seduto su un divano letto.

Dell'omicidio si è autoaccusata la Cormaci. «Gli ho messo un cuscino sulla faccia, stavo cercando di proteggere Patrizia dall'aggressione di Paolo»: ha detto la giovane agli inquirenti. Ma secondo l'autopsia a risultare fatale a Viaj sarebbe stato lo schiacciamento del torace, confermato dalle lesioni tra cui la frattura di alcune costole. Secondo gli inquirenti è possibile che durante la violenta colluttazione scoppiata in casa la sera della tragedia le due donne si siano messe sopra il 57enne, forse per bloccarlo. Con il loro peso avrebbero causato lo schiacciamento toracico che ha impedito a Paolo Viaj, che aveva una insufficienza circolatoria all'arteria cardiaca e che in quei frangenti potrebbe anche aver avuto una crisi epilettica, di respirare. Ma non si esclude che in effetti il cuscino che Angelica Cormaci gli avrebbe schiacciato sul viso possa aver contribuito alla morte: sofferente per lo schiacciamento toracico e con grande difficoltà a respirare a quel punto Viaj, che secondo quanto appurato dal post mortem era ubriaco, potrebbe essere rimasto senza aria collassando.

Rimane invece ancora da stabilire se sia stato l'uomo ad iniziare tutto con l'aggressione alla compagna che avrebbe cercato di sfuggirgli rifugiandosi nella cameretta o se invece ad essere cominciato nella stanza matrimoniale sia stato il pestaggio delle due donne ai danni del 57enne, sul cui corpo sono stati trovati segni di forti percosse tra cui una profonda ferita alla nuca.

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