Cronaca

Paolo Vaj è morto per un importante schiacciamento toracico

Martedì 1 giugno, la seconda udienza del processo a Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, presunte omicide del 56enne. Secondo l'autopsia l'uomo sarebbe morto per la rottura della gabbia toracica e lo sfondamento dello sterno

Paolo Vaj, ucciso nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Vittorio Veneto

Intontito dai colpi ricevuti nella camera matrimoniale, con i riflessi allentati da un tasso alcolico che era una volta e mezza il limite oltre il quale per guida in stato di ebbrezza scatta la denuncia penale, Paolo Vaj sarebbe stato ucciso per uno schiacciamento importante del torace, che ha fatto sì che lo sterno  penetrasse la gabbia toracica, provocando importanti lesioni agli organi interni e impedendoli di respirare. Questi i fatali minuti che hanno scandito la tragedia di Via Cal dei Romani a Vittorio Veneto dove la notte fra il 18 e il 19 luglio del 2019 l'uomo di 56 anni sarebbe stato ucciso, nelle ipotesi della Procura, dalla 54enne Patrizia Armellin, con cui era legato da una relazione, e dalla 26enne Angelica Cormaci, che era andata a vivere in quella casa da qualche mese.

Gli ultimi istanti di Paolo Vaj sono stati ripercorsi nel corso della deposizione di Alberto Furlanetto, il medico patologo che ha effettuato l'autopsia disposta del sostituto procuratore Davide Romanelli, che ha mandato le due donne a processo con l'accusa di omicidio volontario premeditato e aggravato. L'udienza di oggi, martedì 1 giugno, è stata peraltro contrassegnata dalla sostituzione di una giudice popolare. Durante una pausa, nel corridoio antistante i bagni del Tribunale, l'avvocato difensore della Armellin, Marina Manfredi, l'avrebbe sentita dire «quelle due donne sono delle pazze scatenate, hanno ucciso un uomo» rivolta ad un altro componente della giuria popolare. Il legale ha segnalato la vicenda al presidente Francesco Sartorio e, dopo qualche minuto di interruzione, è stato nominato un nuovo giudice popolare.

La deposizione di Furlanetto  è stata particolarmente circostanziata. Il patologo ha riferito delle numerose ferite riscontrate sul cadavere di Vaj, tutte compatibili con il "bastone", un'asta di legno utilizzata per fermare le imposte, ritrovato nella camera da letto matrimoniale. Nessuna di queste lesioni avrebbe in realtà contribuito a determinare la morte ma certamente i colpi sulla testa potrebbe aver annebbiato il 56enne, che, riveleranno i tossicologici, aveva in corpo una grande quantità di alcol. Con il fisico provato anche da alcune patologie pregresse, tra cui una importante arteriosclerosi al cuore e ad una avanzata cirrosi, Vaj sarebbe stato prima aggredito, come dimostrerebbero alcuni lesioni da difesa ritrovate sul cadavere. Poi, nella cameretta piccola, la tragedia: l'uomo sarebbe stato costretto a stendersi e su di lui la Cormaci e la Armellin avrebbero inferito mettendogli un cuscino sulla faccia. Ma è stato il peso di una o di entrambe le donne, presumibilmente a cavalcioni su di lui, a provocare la frattura di entrambe le linee costali e quindi il decesso per asfissia. La prossima udienza è fissata per il 30 giugno.    

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