Evasione record alla "Dottor Group", alla sbarra l'amministratore della società

Pietro Dottor è accusato di aver sottratto al fisco più di due milioni e 200 mila euro tra ritenute non pagate e Iva non versata, per gli anni d'imposta 2014 e 2015

Processo per evasione milionaria all'amministratore della Dottor Group

Più di due milioni e 200 mila euro tra ritenute non pagate e Iva non versata, per gli anni d'imposta 2014 e 2015. Di questo è accusato Pietro Dottor, 64enne di Vittorio Veneto, amministratore unico della Dottor Group recentemente dichiarata fallita dal tribunale di Treviso.

La Dottor Group non è riuscita infatti a evitare il crac per quanto l'impresa stesse per chiudere due grosse operazioni, probabilmente decisive per saldare tutti i creditori, da un lato la costruzione di un grande villaggio in Messico e la trasformazione dell’Ex Galvani sul Meschio a Vittorio Veneto, destinata a diventare un albergo e centro benessere. E 80 persone hanno perduto il lavoro, malgrado l'impresa avesse ottenuto nel 2015 l'attivazione della procedura del concordato, inizialmente accolta dai giudici che ritennero che dai documenti presentati emergeva «la sussistenza del presupposto soggettivo di fallibilità e di quello oggettivo della ricorrenza di uno stato di crisi».   Nel giugno 2017. Dottor Group spa otteneva dallo stesso tribunale di Treviso il concordato in continuità per la ristrutturazione di un passivo di circa 30 milioni di euro, salvaguardando del valore dell'azienda, dei livelli occupazionali nonché della migliore soddisfazione dei creditori.

Ma intanto era arrivato il fisco con le sue pretese. A Dottor, difeso dall'avvocato Fabio Pinelli del Foro di Padova, viene imputato di non aver versato le ritenute d'imposta per circa 552 mila euro nel 2015 e di aver omesso il versamento di oltre 1 milione e 684 mila euro negli anni 2014 e 2015. L'azienda proprio in quel biennio, era andata incontro a grosse difficoltà finanziarie e ad avere ragione su tutto era stato il pagamento degli stipendi delle maestranze. Si torna in aula a dicembre dopo che l'ultima udienza è stata rinviata per un difetto di notifica. 

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