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Paolo Vaj

Paolo Vaj

Omicidio Vaj, sopralluogo nella casa rileva nuove tracce di sangue

Le indagini della difesa nella casa di Via Cal dei Romani a Vittorio Veneto: trovati sette proiettili di vario calibro, due hard disk e una macchia di sangue presente nella tenda della stanza in cui il 56enne è stato ucciso

Sette proiettili di pistola di vario calibro, due hard disk esterni e delle tracce di sangue sulla tenda della cameretta in cui sarebbe avvenuto il delitto che non sarebbero state riscontrate dal Ris di Parma. E' questo l'esito del sopralluogo di oggi, mercoledì 7 aprile, nella casa di Via Cal dei Romani a Vittorio Veneto effettuato dai legali di Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, le due donne di 54 e 28 anni accusate dell'omicidio premeditato del 56enne Paolo Vaj, avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019. Alla visita, che è parte delle indagini difensive condotte dagli avvocati Stefania Giribaldi e Marina Manfredi, ha partecipato anche Ezio Denti, l'investigatore privato salito agli onori delle cronache per aver assistito Massimo Bossetti nel processo per l'omicidio di Yara Gambirasio.

Le munizioni sono state ritrovate all'interno del cassetto del comodino di Vaj e del ritrovamento sono stati subito avvisati i carabinieri di Vittorio Veneto. Sempre nella stanza da letto la Giribaldi, la Manfredi e Denti avrebbero scovato anche due hard disk, probabilmente supporti esterni per l'immagazzinamento dei dati, che però non sono stati prelevati. Ma certamente più interessante è il ritrovamento di tracce ematiche: si tratterebbe di una macchia di sangue, ma al momento è impossibile dire chi sia, presente su una tenda della cameretta dove, secondo la Procura, si è consumato l'omicidio dell'uomo che, alterato da una massiccia assunzione di alcol, è stato steso a forza nel letto, con la Cormaci e la Armellin che, dopo averlo picchiato, si sarebbero messe sedute sopra di lui all'altezza dello sterno, cosa che gli avrebbe impedito di respirare. A spingere le donne a compiere l'omicidio vi sarebbero stati dissapori tra i tre - che vivevano insieme - e soprattutto una motivazione economica, ovvero intascare alcuni polizze di assicurazione che Vaj aveva sottoscritto e che avevano come beneficiario Patrizia Armellin.
 

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