Cronaca

Perseguita i vicini, 80enne condannato a otto mesi

L'uomo, residente in condominio di Vittorio Veneto, voleva imporre le regole di buon vicinato ossessionando e minacciando in particolare tre famiglie

Un'anziano di 80 anni è stato condannato per stalking

Si era fatto e soprattutto voleva imporre ai vicini, tutti abitanti di un condominio a Vittorio Veneto, le sue personali "regole" di buon vicinato, dalla raccolta differenziata agli spazi per parcheggiare l'auto. E per chi "sgarrava" c'erano decine e decine di segnalazioni alle polizia municipale, ingiurie e minacce, anche dirette ai figli minori delle famiglie che, secondo lui, infrangevano il decalogo delle norme di buona coesistenza. Ma il fare di questo 80enne ha finito per generare non solo problemi tra i condomini ma un vero e proprio stato di ansia nel vicinato, costretto persino a cambiare abitudini di vita per evitare di venire in contatto con l'anziano.

L'uomo è comparso oggi, giovedì 6 maggio, di fronte al giudice dell'udienza preliminare Angelo Mascolo,  per rispondere, con il rito abbreviato, del reato di stalking. Ed è arrivata una condanna a 8 mesi di reclusione, con il beneficio della condizionale, sentenza resa più mite soltanto dal fatto che all'80enne è stato diagnosticata, da un perizia disposta dal Tribunale di Treviso, una capacità di intendere e volere solamente parziale

La vicenda ha inizio nell'aprile del 2018 ed è andata avanti fino a quando, a fine anno, l'uomo è stato denunciato. Secondo l'accusa l'80enne avrebbe preso di mira in particolare tre nuclei familiari, osservati, inseguiti, oltraggiati  e minacciati perché non rispettavano le ferree regole che lui aveva dato al condominio. Nel giugno del 2018 se l'era presa con due delle figlie minori di una famiglia diventata il bersaglio dei suoi strali che giocavano all'interno dello spazio condominiale comune. «Basta - ha detto - ve la faccio pagare una volta per tutte». E quando la madre delle bambine è intervenuta per capire quale fosse la causa delle minacce, l'avrebbe apostrofata dicendo: «Torna dentro brutta p..., che questa è la mia proprietà, altrimenti te la faccio pagare cara, così la facciamo finita una volta per tutte».

Un giorno poi se l'è presa con un'altra ragazzina di 15 anni, che secondo lui era vestita in maniera poco consona, dandole della "passeggiatrice" e inveendo anche con il padre, intervenuto in difesa della ragazzina, intimandogli «devi andare via di qui altrimenti troverò io il sistema per farti andare». Infine è toccato alla madre della ragazza 15enne, che qualche giorno dopo subisce un'aggressione verbale da parte dell'anziano che, materializzatosi mentre stava stava parcheggiando l'auto di famiglia, si era rivolto a lei dicendo «figli di....dove andate? Tu dove c...vai, sai che devi morire e se non muori ti faccio morire io, zingari che non siete altro».

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