Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio Vaj, Alessandro Meluzzi: «Patrizia e Angelica malate e immerse nel degrado»

Il noto psicoterapeuta è uno dei superconsulenti della difesa nel processo sull'omicidio Vaj. Secondo l'esperto la Armellin e la Cormaci, indagate per omicidio volontario premeditato, hanno entrambe importanti sindromi mentali

Il professor Alessandro Meluzzi

«Era un contesto per così dire familiare caratterizzato da un forte disagio, probabilmente anche sociale». Alessandro Meluzzi, docente di Genetica del Comportamento Umano e di Salute Mentale presso l'Università di Torino e molto noto al grande pubblici per le sue apparizioni televisive, è uno dei superconsulenti della difesa nel processo, che inizierà il prossimo 14 febbraio, a Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, le due donne accusate del brutale omicidio di Paolo Vaj, avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019. Meluzzi, che ha detto di dover leggere ancora tutte le carte dell'inchiesta che sono a disposizione degli avvocato Marina Manfredi e Stefania Giribaldi, una idea sul contesto in cui è avvenuto il delitto se l'è a grandi linee già fatto.

«Cominciamo col dire - spiega - che in una logica processuale bisogna distinguere tra gli elementi oggettivi dell'accaduto e quelli motivazionali. Se sui primi non c'è grande discussione, è sui secondi che bisogna ragionare in termini di prova delle attenuanti oppure delle aggravanti. Quello che sappiamo, ad esempio, è che Angelica Cormaci, che chiamava la Armellin "mamy", è affetta da un grave disturbo bipolare. Questo è strettamente legato al rapporto che aveva con l'altra donna perché scaturisce in un bisogno affettivo, di rassicurazione, che aveva perduto per qualche ragione con la famiglia d'origine e che invece aveva trovato nell'amica. Che da parte sua ha una forma seria di disturbo schizzoide e della personalità, In questo contesto è possibile che la frequentazione che le due e Vaj avevano in termini virtuali su Second Life sia "trasmigrato" nella vita reale. Senza dimenticare che la vittima era un noto alcolista, con cui sarebbe stata difficile ogni tipo di convivenza,  forse  persino manesco o comunque solito ad andare in escandescenza in maniera incontrollata».

Una delle tesi della Procura, che ritiene l'omicidio premeditato per ragioni economiche, è che la Cormaci fosse "soggiogata" dalla Armellin. «Se con il termine "soggiogata" si intende che Patrizia Armellin fosse consapevole dei problemi della ragazza, più giovane di lei di quasi 30 anni, credo che questo elemento sia improbabile. Questo perché succede a molti di vivere con una persona che ha delle patologie mentali in fondo subdole come il disturbo bipolare e non accorgersene. Non dimentichiamoci che anche la Armellin ha problemi mentali, la sua condizione potrebbe aver proiettato sulla realtà delle convinzioni che sono in realtà alterate».

Al punto di uccidere? Per Meluzzi la risposta è sì «perché non sappiamo quale sia stata la scintilla da cui è nato l'alterco e il comportamento di lui può essere stato percepito dalla Cormaci (che si è attribuita il gesto costato la vita a Vaj, n.d.r.) come un pericolo per ciò che lei riteneva essere il suo "appiglio" emozionale. Il movente economico, quello cioè delle polizze di assicurazione, è certamente plausibile. Ma plausibile non significa anche essere vero».      

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