Pestaggio razzista, rinviati a giudizio quattro ultras del Treviso calcio

Si tratta di un 27enne e di una 40enne di Treviso, di un 46enne e di un 38enne di Ponzano già raggiunti dal Daspo. La violenza nell'aprile 2018 in pieno centro a Vittorio Veneto dopo che allo stadio "Barison" si era conclusa la finale della Coppa Veneto tra Treviso e Opitergina

I tifosi del Treviso calcio

Odio etnico, razziale e nazionale. Sono queste le aggravanti a carico di quattro ultras del Treviso Calcio accusati di essere gli autori del pestaggio avvenuto due anni fa ai danni di due cittadini marocchini a Vittorio Veneto. Ieri mattina il gup Angelo Mascolo li ha rinviati a giudizio per i reati di lesioni aggravate e danneggiamenti. Si tratta di un 27enne e di una 40enne di Treviso, di un 46enne e di un 38enne di Ponzano già raggiunti da un Daspo emesso dal questore di Treviso che gli impedirà di partecipare o accedere a eventi sportivi per cinque anni.

Vittime dell'aggressione ultrà accaduta a Vittorio Veneto il 25 aprile del 2018 un 22enne e un 43enne, quest'ultimo picchiato con pugni e sberle al viso e al corpo davanti alla figlia 13enne con cui, quel pomeriggio, stava facendo un giro in bicicletta. La violenza sarebbe scattata in pieno centro a Vittorio Veneto dopo che allo stadio "Barison" di Vittorio Veneto si era conclusa la finale della Coppa Veneto tra Treviso e Opitergina, vinta dai biancocelesti per 3-0.

«Sei un negro». Queste le parole rivolte al 43enne la cui unica colpa sarebbe stata quella di indossare una maglietta da calcio della Juventus, mentre la figlia tredicenne ne aveva addosso una del Real Madrid. Casacche che non sarebbero andate a genio agli hooligans del Treviso che allora hanno iniziato a minacciare e insultare non appena hanno incrociato l'uomo e la ragazzina. «Fermati e togliti subito quella maglia»: avrebbero urlato al marocchino che, capito la gravità della situazione, ha fatto di tutto per evitare il confronto fisico. Ma non essendosi tolto la maglietta i quattro sarebbero diventati ancora più aggressivi. «Negro, togliti quella maglia»: hanno continuato gli ultras urlando contro il 43enne. Lo schiamazzo avrebbe allora richiamato l’attenzione di un 22enne marocchino che, dalla finestra di casa, ha chiesto al connazionale se avesse bisogno di aiuto. Ma sentendoli parlare in arabo i quattro avrebbero reagito con ulteriore violenza verbale scatenandosi con frasi del tipo «negro di m… Io ti spacco la faccia… Mi son Veneto…».

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Le botte sono invece arrivate quando il 22enne è sceso per aiutare l’uomo e la figlia ritrovandosi addosso i quattro che, dopo aver sfondato la porta d'ingresso, erano riusciti ad entrare entrati nell’androne del palazzo. In quei frangenti si è scatenata la violenza con calci e pugni rivolti ai due marocchini e una pianta scagliata contro il più giovane che per poco però non ha raggiunto la ragazzina, costretta ad assistere alla scena in preda al terrore. Nella colluttazione il 43enne ha riportato escoriazioni al collo, alla testa e contusioni al torace. Il 22enne, a cui uno dei quattro avrebbe anche fatto con le mani il gesto del taglio del collo, ha invece ha rimediato un trauma facciale, la rottura delle ossa del naso e traumi ad una spalla giudicati guaribili in quindici giorni. Fortunatamente incolume, ma in forte stato di choc la 13enne.

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