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Cronaca Volpago del Montello

Rogo alla Pmg Trasporti, gli avvocati difensori: «Infondato il movente ipotizzato dagli inquirenti»

Lo dicono Lodovico Fabris e Urbano Bessegato, che assistono Mirco Poloniato, 30enne rappresentate legale dell'azienda, e Fabio Busnardo, che è invece il legale della 60enne Giovannina Bortolomiol. Entrambi sono indagati per il reato di incendio doloso e, solo Poloniato, di truffa assicurativa

Gli avvocati del 30enne Mirco Poloniato, uno degli indagati - con la madre, la 60enne Giovannina Bortolomiol - per il rogo alla Pmg Trasporti - avvenuto lo scorso 5 gennaio a Volpago e che secondo gli inquirenti sarebbe stato doloso - e di un colossale frode assicurativa da oltre due milioni di euro, contestano le conclusioni a cui è arrivata dopo sei mesi di inchiesta la Procura di Treviso.«Abbiamo - spiegano l'avvocato Lodovico Fabris e Urbano Bessegato, legali del 30enne, unitamente a Fabio Busnardo che è invece il difensore della donna - evidenziato la totale infondatezza del movente ipotizzato dagli inquirenti sulla base di i nformazioni errate e con valutazione dei documenti agli atti senza le opportune verifiche».

Innanzitutto, secondo i tre avvocati, «il movente dell'incendio sarebbe secondo la Guardia di Finanza da far risalire a presunte difficoltà finanziarie per ottenere un risarcimento di circa due milioni e mezzo di euro con il quale i nostri assistititi avrebbero dovuto saldare la rata di riscatto dell’immobile in leasing, asseritamente in scadenza nel febbraio dell'anno prossimo, e con la differenza ricostruire il capannone. In realtà abbiamo ampiamente documentato l’assenza di qualsivoglia difficoltà finanziaria in capo alle società amministrate dal legale rappresentante della Pmg Trasporti e dimostrato che la rata di riscatto del leasing era stata prorogata già prima dell’incendio al mese di maggio. Non vi era quindi alcuna difficoltà o necessità di far fronte ad imminenti spese. Peraltro la situazione economica della Pmg è documentata dal regolare pagamento dei canoni del leasing anche a seguito dell’incendio, cosa che si aggiunge al fatto che Poloniato ha anche apportato notevoli migliorie all’immobile sostenendo ingenti costi regolarmente saldati».

«Infine - hanno concluso i legali - il risarcimento ottenibile a seguito dell’incendio è notevolmente inferiore all’importo necessario per ricostruire l’immobile nelle medesime condizioni in cui era prima dell’evento, opere che avrebbero un costo approssimato di cinque milioni di euro».

Un dettaglio del rogo

Secondo Fabris, Bessegato e Busnardo i due tank che sarebbero stati pieni di materiale infiammabile utilizzato come accelerante erano in realtà riempiti di una resina utilizzata nella lavorazioni. «La ricostruzione sulle cause dell’incendio si base - continuano i difensori - su rilievi dei vigili del fuoco che avrebbero evidenziato la presenza di acceleranti nell’ufficio ma che sono avvenuti dopo 33 giorni dall’evento in una scena ormai contaminata. Abbiamo allegato anche una relazione di un tecnico che ha evidenziato le incongruenze sulla ricostruzione della dinamica del rogo. Sottolineiamo poi che dagli atti di indagine emerge chiaramente il legale rappresentate della Pmg Trasporti al momento dello scoppio dell’incendio non era neppure presente presso il capannone, come risulta dall’analisi dei tabulati telefonici effettuata dai carabinieri. C'era invece la madre, intentata a sbrigare alcune pratiche burocratiche e che per prima ha dato l'allarme».

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