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Cronaca Castelfranco Veneto

Avrebbe taglieggiato imprenditori cinesi, ex brigadiere dei carabinieri revoca la richiesta di patteggiamento

Giuseppe Alù, 58enne, già in forza all'Arma, ha anche ritrattato tutte le ammissioni fatte agli inquirenti. L'uomo ha chiesto di essere ammesso al rito abbreviato condizionato alla deposizione di tutte le vittime. La Procura si è opposta

Giuseppe Alù, 58enne ex brigadiere dei carabinieri di Castelfranco, accusato di aver taglieggiato una ventina di imprenditori, tutti cinesi, della zona della Castellana insieme a quattro altri commilitoni, oltre che di essersi fatto dare soldi da automobilisti con la scusa di chiudere un occhio sulle infrazioni, cambia la propria strategia processuale. L'uomo non solo ha deciso di rimangiarsi tutte le ammissioni fatte agli agli inquirenti in sede di indagine ma ha revocato la propria richiesta dei patteggiamento, chiedendo invece al gup di Treviso di essere ammesso al giudizio abbreviato condizionato alla deposizione delle vittime. Il pubblico ministero Davide Romanelli si è opposto, sostenendo, non senza motivo, che la deposizione di 20 parti sarebbe contraria all'economia del rito. Il giudice non ha deciso e si è messo in riserva.

L'udienza preliminare si è conclusa con un patteggiamento (a 1 e 6 mesi) per Dario Iaconci, collega di Alù, con il rinvio a giudizio di un altro militare dell'Arma, Damiano Nardulli (difeso dall'avvocato Fabio Crea) e di Pajtim Aliu, kosovaro di 31 anni residente a Castelfranco Veneto (avvocato Laura Matucci),  e con la richiesta di abbreviato, condizionato alla testimonianza dell'imputato, di Giuseppe Attanasio (difeso dall'avvocato Paolo Pastre).

Secondo le indagini Alù avrebbe preteso denaro dagli orientali in cambio del "silenzio" su alcuni irregolarità. Tra le vittime ci sarebbe anche un noto imprenditore italiano della zona, "pizzicato" al volante in stato d'ebrezza e a cui il carabiniere avrebbe chiesto trecento euro per non effettuare il test dell'etilometro. Uno dei coimputati ( Leonardo Girardi, 39enne, difeso dall'avvocato Berton) sarebbe stato il militare che, raccontando quello che succedeva ad uno dei superiori, ha fatto scattare le indagini, partite nella primavera del 2018. Mentre Il 58enne, che è stato anche agli arresti domiciliari, sarebbe arrivato a chidere ai cinesi un "pizzo" fino anche a 800 euro a visita.

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