Salvata dal massaggio cardiaco del fidanzato, la storia su Rai1

I giovani fidanzati di Giavera del Montello ringraziano gli operatori del 118 ed il personale della Terapia Intensiva di Montebelluna.

GIAVERA DEL MONTELLO - La storia di Wendy Mandziy, la giovane ventitreenne di Giavera del Montello che la scorsa estate, colpita da arresto cardiaco, è stata salvata grazie al pronto intervento del fidanzato, sarà raccontata domani in diretta su Rai Uno alle 10.00 nel corso della trasmissione “Unomattina - Storie vere”. Una vicenda che unisce sentimento, sangue freddo e professionalità, quella di Wendy e del fidanzato Alessandro Mazzochel che alle 6.20 del 7 luglio scorso, al risveglio, sente i rantoli della ragazza. Passati i primi istanti, quando immaginava che si trattasse solo di un brutto sogno, Alessandro si accorge che il corpo di Wendy era rigido, il volto color violaceo, gli arti contratti, il respiro che mancava.

Resosi conto che la situazione era grave, il giovane non perde un attimo: contatta il 118 che, illustrata la situazione, guida il ragazzo nelle manovre di primo soccorso- Alessandro non si perde d’animo: ascolta le istruzioni dell’operatore del 118 e pratica il massaggio cardiaco fintantoché arrivano i soccorsi. I paramedici praticano più scariche di defibrillatore e dopo la terza il cuore inizia a ripartire nonostante Wendy fosse in coma. La ragazza viene immediatamente trasferita nel reparto di Terapia intensiva del San Valentino di Montebelluna diretto dal dottor Moreno Agostini, assistita dai medici e dal personale della struttura che - come affermano i due fidanzati - “Sono stati come una seconda famiglia; abbiamo ricevuto tante cure e si è creato un rapporto speciale tanto che tuttora ci sentiamo spesso”.

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Wendy è rimasta ricoverata per una settimana in Terapia intensiva e qualche giorno in Medicina generale. Ora sta bene. Non ha riportato alcun trauma o danno fisico. Ha iniziato un percorso terapeutico per curare il disturbo del comportamento alimentare di cui soffre e che ha contribuito all’arresto cardiaco. “Spero che la mia storia possa servire anche ad altre persone che soffrono del mio stesso disturbo e aumenti la consapevolezza che di disturbi del comportamento alimentare si può morire”

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