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Consiglio comunale per il Pat, protesta dei militanti di Ztl Wake Up

Un gruppo di giovani del collettivo Ztl Wake Up ha fatto irruzione durante il consiglio comunale per l'approvazione del Pat, martedì pomeriggio, per protestare contro il piano

Consiglio comunale con protesta, martedì pomeriggio, a Treviso.

BLITZ ANTI PAT - Gli assessori riuniti per l'approvazione del Pat sono stati interrrotti da un un gruppo di militanti del collettivo Ztl Wake Up, che sono entranti nella sala sventolando uno striscione di protesta.

"Più cultura, meno cemento", lo slogan dei giovani, che una volta di più hanno ribadito la necessità a Treviso di spazi di aggregazione.

"Alla volontà di distruggere il territorio con colate di cemento - hanno urlato i militanti - opponiamo la nostra socialità. Vogliamo più spazi e più cultura".

I manifestanti hanno puntato il dito contro l'amministrazione comunale, "che non ha mai dato risposte", e invitato sindaco e assessori a lasciare le loro poltrone.

Mentre Gian Paolo Gobbo, Giancarlo Gentilini e il resto della giunta osservavano senza dire niente, il presidente del consiglio, Renato Salvadori, ha cercato di mediare con i giovani di Ztl.

Per mettere fine al blitz del collettivo sono intervenuti polizia, carabinieri, polizia locale e Digos, che hanno messo alla porta i manifestanti ma non sono riusciti a rimettere in ordine nel consiglio dove, nel frattempo, si era accesa la miccia tra maggioranza e opposizione, già in disaccordo sull'approvazione del Pat.

PAT APPROVATO - Allontanati i ragazzi di Ztl Wake Up la seduta è ripresa e, dopo due giorni di discussione ed emendamenti, il Pat è stato approvato con 23 voti favorevoli, 14 contrari e uno astenuto.

COMMENTI - "Hanno ragione i giovani di Ztl Wake Up quando chiedono meno cemento e più cultura - rileva Luigi Calesso di Un'Altra Treviso, che ha presentato un emendamento per bloccare nuove colate di cemente - perché è proprio di questo che Treviso ha bisogno per tornare ad attrarre abitanti: ha bisogno di servizi, di spazi per i giovani, di luoghi per le attività culturali, di tutto ciò che rende interessante venire a vivere in città".

"Bloccare ulteriori cementificazioni - ribadisce Calesso - significa anche tutelare il valore delle case che i trevisani hanno costruito ed acquistato nel corso del tempo, molte volte a caro prezzo: una ulteriore ondata di realizzazioni edilizie, infatti, significherebbe una netta riduzione di valore degli edifici già esistenti, con un costo per i proprietari ben più elevato dell’Imu".

"A Treviso non servono nuovi condomini - conclude - ma alloggi a prezzi ed affitti che li rendano accessibili per le giovani coppie e gli anziani e una città in cui è piacevole vivere: solo così aumenterà la popolazione, aumenterà la vitalità economica e i servizi costeranno meno per tutti perché saranno suddivisi tra un numero maggiore di cittadini".

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