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Diritto di aborto, blitz di Ztl Wake Up al Ca' Foncello lunedì

Lunedì pomeriggio un gruppo di attivisti del collettivo ha interrotto la preghiera mariana del Movimento per la vita, all'esterno del nosocomio di Treviso, lanciando prezzemolo e stendendo striscioni

Manifestazione nella manifestazione, lunedì pomeriggio all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Il gruppo del Movimento per la vita, raccolto in preghiera all'esterno del nosocomio contro l'aborto, è stato interrotto e preso a "prezzemolate" dal collettivo Ztl Wake Up.

Gli attivisti hanno steso striscioni a tutela della legge 194 sul diritto di aborto e lanciato mazzi di prezzemolo contro il gruppetto di anziani del Movimento Mariano, che ogni lunedì si ritrova all'ingresso dell'ospedale.

La rivendicazione e le ragioni del gesto, legato all'imminente appuntamento con la Festa della donna, sono comparse sul profilo Facebook del collettivo: "Il collettivo Ztl Wake Up ha organizzato un'azione all'ingresso dell'ospedale di Treviso per ribadire l'importanza e la necessità di tutelare la legge 194 e il diritto di autodeterminazione di donne e uomini - si legge - Non siamo disposti ad accettare che altri decidano per noi. La nostra sessualità non può essere normata da altri. Le associazioni prolife, il movimento per la vita e il centro aiuto alla vita sono associazioni cattoliche fondamentaliste e reazionarie, che tentano di imporre il controllo sui corpi delle donne in nome del valore astratto della vita in sé. Con il pretesto di tutelare l’embrione, si rendono responsabili di tanta sofferenza e del proliferare di pratiche di aborto clandestino che troppo spesso causano anche la morte di ragazze e donne".

"Rivendichiamo il diritto di autodeterminazione sui nostri corpi, l'applicazione piena della legge 194 e l'abolizione dell'obiezione di coscienza, la valorizzazione e il rifinanziamento dei consultori laici e gratuiti, il diritto delle persone di scegliere sulla propria vita dall'inizio alla fine e il diritto dell’individuo a una sessualità libera e consapevole. Soprattutto - concludono - non siamo più disponibili ad accettare la presenza dentro i consultori pubblici, fuori dagli ospedali, nelle nostre città, di movimenti e associazioni che cercano di imporre la loro visione medioevale della società e del ruolo degli uomini e delle donne all’interno di questa".

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