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La scuola Engim di Oderzo premiata a Rimini per un’opera sugli emigrati veneti

La scuola professionale di Oderzo ha vinto per il secondo anno consecutivo a Rimini il contest dedicato agli istituti alberghieri italiani con un’opera dedicata ai Veneti emigrati

La scuola professionale Engim Veneto di Oderzo ha vinto per il secondo anno consecutivo il contest Young Ideas riservato agli istituti alberghieri e alle scuole professionali del settore agroalimentare organizzato a Rimini in occasione del Sigep, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè, arrivato quest'anno alla sua quarantesima edizione.

Il contest prevede la realizzazione di un’opera di panificazione legata ad un tema assegnato e prodotta seguendo un disciplinare rigido oltre ad una valutazione delle conoscenze teoriche degli studenti partecipanti che sono stati “interrogati” da una commissione di professionisti nei giorni scorsi. La somma dei risultati delle prove porta all’assegnazione dei premi. I ragazzi che hanno partecipato e vinto anche quest’anno, coordinati dai professori Gianni Milan, Carlo Dalla Longa e Paola Bortoluzzi, sono due giovani promesse della panificazione: Sveva Bressan del secondo anno e Nicola Piccinin del terzo anno. A loro l’organizzazione ha riconosciuto un corso di approfondimento presso la prestigiosa scuola Cast Alimenti di Brescia. Un doppio successo per Engim Veneto che piazza al terzo posto la scuola “E. Reffo”, di Tonnezza del Cimone. «Grande soddisfazione – ha commentato la dirigente Michela Grespan – per i ragazzi che si impegnano tutti i giorni nello studio e per i professori che li accompagnano con entusiasmo e severità perché in queste occasioni vedono premiata la fatica». L’opera, premiata dalla giuria, ha voluto rendere omaggio alla storia degli emigrati veneti.

Concept dell’opera realizzata

L’emigrazione è stata per il Veneto un capitolo importante della vita sociale ed economica. Una pagina di storia troppo a lungo dimenticata o ignorata, da conoscere per comprendere la nostra contemporaneità, cause e ricadute, analogie e differenze con altri flussi migratori. L’epopea dell’emigrazione veneta iniziò appena dopo l’Unità d’Italia. I Veneti furono costretti ad abbandonare la loro terra e le loro case in cerca di una nuova vita tra le foreste del Brasile o nelle miniere del Belgio, nelle coltivaizoni della canna da zucchero in Australia. Fra il 1876 e 1901, su una popolazione di circa 3 milioni, emigrarono oltreoceano 1.904.719 (dati associazione Veneto nel mondo). I ragazzi della scuola opitergina commentano con queste parole la vittoria: «Conoscere la sofferenze, le difficoltà e i successi degli emigranti veneti, per noi significa saldare un debito di gratitudine con quanti, con la loro scelta di emigrare, hanno contribuito allo sviluppo del Veneto e delle nostre comunità. Questa creazione artistica ha voluto essere un omaggio alla nostra storia».

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