La ghiacciaia: il bistrot realizzato in un bunker della Grande Guerra

Aperto pochi giorni fa a Pederobba da Mauro Teso un affascinante ristorante nelle segrete di villa Pola Neville. Il locale è già diventato un'icona di stile e design

L'interno del locale

Una ghiacchiaia del 1600 e un bunker della Grande Guerra trasformati in uno dei bistrot più interessanti della provincia di Treviso. Sulle colline di Pederobba, nelle segrete di villa Pola Neville, il ristoratore Mauro Teso ha aperto da pochi giorni "La ghiacciaia", locale affascinante e suggestivo che promette di conquistare i palati e le attenzioni di moltissimi trevigiani.

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L'estetica lineare e modernissima dell'esclusivo bistrot in acciaio e vetro si trova fra le vigne del civico 27/D di Via Montello a Pederobba, a pochi passi dalle rive del torrente Nason alla destra del Piave. L'ingresso ricorda l'entrata di una grotta. Realizzata dagli architetti dello studio di landscape design Mao Architects, "La Ghiacciaia" è stata progettata in 4 mesi prevedendo un minuzioso recupero dell'edificio esistente. Il risultato è un invidiabile equilibrio di volumi e trasparenze, con cucina e giardino invernale a vista perimetrati dal vetro, secondo un progetto che si è riappropriato degli imponenti locali sotterranei che furono della leggendaria Villa Pola Neville, interrati per decenni dopo la distruzione della dimora padronale durante la Grande Guerra e riscoperti quasi per caso grazie ad un'intuizione dell'imprenditore Mauro Teso che qualche anno fa acquistò la proprietà di un ettaro per produrre un'etichetta di Prosecco Doc Alena e decise di scavare la collina artificiale del podere che nascondeva le misteriose segrete. I clienti possono decidere se pasteggiare all'interno dell'antica ghiacciaia della fine del 1600, impiegata un tempo per lo stoccaggio del ghiaccio e la conservazione dei cibi, abbracciati dalla rotondità della volta a botte che ricorda quella delle terme romane, ammirabile interamente grazie alla trasparenza dei due livelli di pavimento in vetro antisfondamento. Oppure deliziare il palato rassicurati dalla solidità degli spessi muri in cemento armato della sala bunker dei primi del '900 che è stata ristrutturata conservandone il senso di isolamento. Come se non bastasse, durante la bella stagione, a “La Ghiacciaia” si può godere del dehors esterno che permette di mangiare all'ombra su una delle otto piazzole immerse nel verde di alberi centenari sospesi fra gli aromi del vigneto del prosecco Docg Alena.

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Il raffinato menù di pesce propone sette antipasti tra cui spicca il Grand Crudo, sei specialità di primi con prelibatezze come gli spaghetti all'Astice blu, gli gnocchi di carrube con gransoporo e le linguine di Gragnano con tartufi e ricci di mare, per approdare a secondi come filetto di rombo o scorfano, grigliata, fritto misto o pescato del giorno ai ferri. Il menù di carne include invece tartare e carpacci, primi con prodotti stagionali e secondi come il filetto in crosta o il maialino cotto a fuoco lento. Cinque dessert espressi completano le portate, il tutto innaffiato da una ricca selezione di vini bianchi e rossi delle migliori etichette da accostare alle proposte culinarie. Un'esperienza unica per un pranzo o una cena indimenticabili. 

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