Papa e Unioni civili, Damiano (PDP): «Gesù disoccupato, il mondo lo ha dimenticato»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Lorenzo Damiano, presidente del movimento ultracattolico dei Pescatori di Pace, parla delle parole del Papa, che in un’intervista ha dimostrato di approvare le unioni civili: «Il politico fa il medico, lo scienziato il politico, l’imprenditore il virologo...ora il Papa sembra fare lo psicologo e in certe esternazioni appare più una pecorella smarrita. Sembra tutto sconvolto…tutto sottosopra. Quella sulle unioni civili è una materia che non compete la Chiesa che per altro ufficialmente si è già espressa. Si preoccupi piuttosto la Chiesa di riaprire le porte ai fedeli, di non trattare le chiese come lazzaretti ma come luogo sacro in cui c’è la presenza di Cristo risorto. Sia dato a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Damiano poi analizza il problema vero della Chiesa cattolica: «Gesù oggi è disoccupato, è come fosse fermo all’agenzia di collocamento. Vogliamo costruire la società da noi stessi, dimenticandoci di Lui. Come possiamo vincere la battaglia se non Lo chiamiamo a lavorare? Come possiamo vincere la battaglia senza ascoltare la Madonna che già a Fatima condannò il comunismo…mentre oggi la Chiesa strizza l’occhio alla Cina? La battaglia in questo tempo è cristiana e bisogna che tutti coloro che partecipano a smascherare le menzogne dei potenti che giocano con la nostra vita, con i nostri valori, con le nostre tradizioni comprendano affondo questo concetto, altrimenti ho paura che, a lungo andare, resteremo con l’amaro in bocca sia in questa battaglia contro le menzogne del Covid sia in questa battaglia contro la natura delle cose. Abbiamo bisogno di chiarezza e Verità. Del resto c’è scritto chiaro e tondo nella Bibbia, prendete la Genesi, che forse la Chiesa ha dimenticato: ‘l’uomo abbandonerà suo padre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne’. Non c’è molto da interpretare».

Damiano, infine, suggerisce e conclude: «Siamo da tempo in un periodo molto oscuro, che recentemente con questa storia del virus è profondamente peggiorato. Il male è contro il bene e si confonde e confonde le menti. Anche le attività di protesta dovrebbero essere il più possibile docili: i cristiani devono risvegliare le coscienze con la gioia così lo Spirito Santo potrà intervenire e riportare chiarezza nella confusione voluta dal maligno. Confusione comunque vana perché tanto Gesù alla fine ha già vinto. Se le manifestazioni saranno violente però faremo il gioco dei potenti che avranno così la scusa di imbavagliarci ancora. E avremo perso».

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