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Giovedì, 28 Settembre 2023
Economia

Clipper e Mediaset: la tv degli Anni Ottanta e Novanta rivive sugli accendini

Il noto brand firma una collezione che omaggia la televisione degli anni Ottanta e Novanta. Da Ok il Prezzo è Giusto a Colpo Grosso, i programmi più amati dell’epoca rivivono sugli accendini. In collaborazione con Mediaset

Un tuffo nel passato per Clipper. Il noto brand internazionale riavvolge il nastro e torna agli Anni Ottanta e Novanta con una nuova collezione dal sapore squisitamente vintage.  Sulla scia dell’incredibile successo di Stranger Things anche i celebri accendini si tingono di Eighties e Nineties ripercorrendo l’epoca d’oro dei lustrini e della disco music, dei paninari e della tv generalista, quando il piombo smise di insanguinare le strade e la contestazione a mano armata lasciò spazio al benessere e al bisogno di evasione.

CLIPPER X MEDIASET 3-2

Un ventennio complesso quello compreso tra la Strage di Bologna e la notte del Millennio. In mezzo, la vittoria al Mundial, l’attentato al Papa, Chernobyl, la caduta del Muro di Berlino, le morti di Falcone e Borsellino e lo scandalo Tangentopoli, ma anche le canzoni di Madonna, Margareth Thatcher e Nelson Mandela. Difficile spiegarlo a chi non c’era, impossibile cancellarlo dalla memoria di chi ha avuto la fortuna di viverlo. E allora, per tutti i nostalgici, la linea “Clipper x Mediaset” - una limited edition già disponibile online e presso i rivenditori autorizzati - racconta in 8 grafiche quel periodo iconico partendo dai programmi che ne hanno segnato la storia. Un salto indietro nel tempo dunque, alla scoperta di una televisione che non c’è più, allegra, disimpegnata, figlia del boom economico e di un conseguente inguaribile ottimismo generalizzato. Erano gli anni dei colori fluo, del nylon e delle spalline “oversize”, degli anfibi portati con orgoglio sotto le gonne scozzesi, di Beverly Hills 90210 e dei capelli frisé. Ma soprattutto, erano gli anni dei presentatori impomatati e delle soubrette ammiccanti strizzate in mini bikini di paillettes, gli anni di Ok il Prezzo è Giusto e della sua famigerata ruota finale, di Mai Dire Gol, di Scherzi a Parte - ad oggi uno tra i format più longevi dei palinsesti italiani - e del sexy quiz Colpo Grosso che i bambini di allora stenteranno a ricordare perché durante i suoi cinque anni di permanenza catodica era rigorosamente vietato ai più piccoli, ma che chiunque tra il 1987 e il 1992 avesse già raggiunto la maggiore età rammenterà sicuramente per gli scandalosi spogliarelli e i tanti calici alzati sognando le mitiche “ragazze cin cin”.

Sfogliando l’album della memoria, è proprio a questi quattro “pilastri televisivi” che Clipper ha voluto dedicare la sua ultima “fatica”. A loro e ai loghi delle reti – Canale Cinque, Rete Quattro e Italia Uno – che ebbero il merito e l’onore di trasmetterli quando, se l’immagine andava via all’improvviso, non era colpa di internet o del wifi, ma dell’antenna e non potevi far altro che restare a guardare la schermata arcobaleno che indicava l’assenza di segnale e sperare che il segnale tornasse presto. Un progetto al quale il noto marchio di Flamagas tiene moltissimo e un’iniziativa sposata da Mediaset che ha licenziato i marchi per questa particolare operazione di “amarcord”.

Il commento di Mattia Bortolan, marketing manager di Itagency, distributore ufficiale italiano di Clipper Italia con sede a Vascon: “«Gli Anni Ottanta e Novanta sono tornati recentemente di moda. Ci piaceva l’idea di presentarli anche a chi non ha avuto la fortuna di viverli attraverso una chiave di lettura originale. Per questo motivo abbiamo scelto di “rispolverare” certe vecchie glorie televisive, per raccontare un periodo estremamente controverso dal punto di vista dello spirito scanzonato che l’ha caratterizzato. La collezione è pensata per tutti: oltre a puntare sulla nostalgia dei Boomer e dei Millennials, che certamente apprezzeranno il progetto, ci piacerebbe infatti raggiungere anche le nuove leve della Generazione Z permettendo loro di apprezzare e riscoprire il fascino di un’epoca quasi leggendaria, che non è stata solo pattini a rotelle e playback. È stata molto, ma molto di più»

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