Economia

Mobilificio 3B, c'è l'accordo: l'azienda investirà 50 milioni

I segretari di Filca Cisl e Fillea Cgil di Treviso: "E' stato approvato un piano che offre nuove opportunità ai lavoratori precari"

SALGAREDA – Approvato all’unanimità dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu l'accordo che scongiura il drastico ridimensionamento produttivo e di posti di lavoro alla 3B di Salgareda, azienda che conta 680 dipendenti e che opera nel settore del legno arredo. Il piano industriale presentato dall’azienda, è stato discusso e approfondito dalle rappresentanze sindacali, che hanno proposto e concordato con la dirigenza aziendale opportune soluzioni e importanti garanzie prima di portarlo all’attenzione e al vaglio delle assemblee dei lavoratori. L’intesa siglata è "un'assicurazione sulla tutela di posti di lavoro in essere e un'opportunità per i  tanti lavoratori precari di vedere stabilizzata la loro posizione lavorativa – hanno dichiarato Marco Potente e Roberto Martini della segreteria Filca Cisl Belluno Treviso e Mauro Visentin della segreteria Fillea Cgil Treviso – Rappresenta inoltre un'importante boccata di ossigeno per tutto il territorio di Salgareda e zone limitrofe e la volontà di un investimento economico importante per il rilancio dell’azienda e del settore.”

Il settore del legno è stato caratterizzato negli ultimi anni da una fase di crisi della domanda che comporta, in maniera drastica ed inattesa, una riduzione dei volumi di assorbimento. Infatti, a partire dal 2012,  la situazione di mercato in generale e del mercato specifico in cui opera la 3B S.p.A. è improvvisamente e drasticamente peggiorata vanificando, in buona parte, i risultati positivi degli anni precedenti al 2011, in termini di fatturato e di volumi produttivi. Le conseguenti ricadute, tanto di natura industriale che occupazionale, hanno portato la 3B S.p.A. a predisporre un piano industriale che comporta necessariamente  una riorganizzazione delle attività attraverso nuovi e importanti investimenti atti ad un recupero di efficienza/efficacia e di produttività indispensabili al rilancio dell'attività aziendale.

L’azienda si impegna ad investire 50 mln di euro sull'unità produttiva di Salgareda per diventare più competitiva in virtù di un mercato sempre più esigente.  – proseguono i segretari Filca Cisl e Fillea Cgil di Treviso – Per poter avviare questo investimento in Italia, i vertici della 3B hanno chiesto di poter utilizzare alcuni strumenti di flessibilità dell'orario di lavoro e dell’utilizzo dei lavoratori somministrati. Dopo un’adeguata mediazione, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di entrambe le parti, siamo giunti all’accordo firmato che, riteniamo, sia un giusto compromesso tra le esigenze di rilancio aziendale e la tutela e salvaguardia dei diritti dei lavoratori.”

L’accordo sottoscritto prevede anzitutto il mantenimento degli investimenti  nel sito produttivo di Salgareda. Conferma inoltre la salvaguardia e il mantenimento del livello occupazione attuale per la durata di 5 anni (i tempi indeterminati oggi sono circa 550 e 130 gli interinali) e introduce la possibilità di aumentare il numero degli interinali oltre i 25% previsto dal contratto (con un massimo del 60%)  ma con la conseguente stabilizzazione automatica  di almeno il 10% degli interinali dopo il triennio. Introduce la possibilità di utilizzare regimi flessibili dell'orario di lavoro, straordinario e ciclo continuo (da concordare con le  RSU  e per una durata massima di 6 mesi)  con maggiorazioni economiche conseguenti, conciliando gli strumenti con l'idoneità fisica e le situazioni familiari presenti in azienda. Prevede infine verifiche periodiche sulla puntualità degli investimenti e l’avvio, dopo 3 anni, di un confronto sugli obbiettivi raggiunti e sull’eventuale redistribuzione della ricchezza prodotta. “Questi i punti principali, che ridimensionano in maniera importante le proposte iniziali dell’azienda, garantendo la tutela dei lavoratori pur avviando la necessaria riorganizzazione interna – proseguono Martini e Potente Filca Cisl e Visentin Fillea Cgil - l'accordo sottolinea come le parti intendano riavviare una relazione propositiva e partecipativa tra azienda e sindacato,  interrotta nel 2011 dopo il mancato accordo sul ciclo continuo. Da sottolineare – concludono – la possibilità di introdurre la defiscalizzazione per le maggiorazioni salariali legate all’aumento della produttività e il ritiro, da parte della 3B, della richiesta di sospensione per cinque anni della contrattazione economica aziendale”

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