Casartigiani: «Migliaia di piccoli imprenditori esclusi dagli aiuti della Regione»

L'accusa di Salvatore D’Aliberti, segretario regionale di Casartigiani: «Affidare la gestione dei 30 milioni di euro a Veneto Sviluppo rende la procedura farraginosa»

La sede della Regione Veneto (Immagine d'archivio)

Salvatore D’Aliberti, segretario regionale di Casartigiani Veneto, lancia l’allarme riguardo al fondo da 30 milioni di euro approvato dal Consiglio regionale del Veneto e destinato ad agevolare i finanziamenti per le imprese.

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Eccesso di burocrazia, l’esclusione dei Confidi non vigilati, e il fatto che chi erogherà il prestito sarà completamente esposto, sono i punti critici. «Decine di migliaia di piccole imprese che si rivolgono ai Confidi non vigilati (sono una decina in Veneto) sono tagliate fuori. Quei fondi avrebbero dovuto essere destinati ad artigiani e commercianti come contributi a fondo perduto; come avviene in Francia e Germania - dice D’Aliberti - Non si è tenuto conto della capillarità dei Confidi non vigilati, della loro capacità di essere veloci ed efficaci grazie alla vicinanza e alla conoscenza delle imprese. Siamo sorpresi che l’abbia capito il Governo (per i fondi anti usura, per esempio, ci si può rivolgere anche ai Confidi non vigilati), ma non la Regione. Noi continueremo a sostenere le imprese che si rivolgono ai nostri Confidi, che hanno visto crescere le garanzie erogate del 20%». Altro punto critico della gestione dei 30 milioni è il fatto che il finanziatore sarà tenuto a sottoscrivere una convenzione in cui si impegna a “provvedere all’integrale rimborso della provvista pubblica indipendentemente dalla regolarità dei rimborsi da parte dei Beneficiari finali”, si legge negli allegati alla delibera della giunta regionale. «Se l’imprenditore non pagherà le rate dunque, sarà la banca, il consorzio o l’intermediario finanziario che ha erogato i fondi a doverli rimborsare interamente alla Regione. Chi mai vorrà assumersi interamente questo rischio se non con precise garanzie?», sostiene D’Aliberti. Per Casartigiani poi la decisione di affidare i fondi a Veneto Sviluppo avrà effetti negativi sui tempi di erogazione dei prestiti. «Se la Regione vuole evitare le lungaggini burocratiche che imputa al Decreto liquidità non è certo questa la strada. Veneto Sviluppo dovrà raccogliere le manifestazioni di interesse di banche, confidi vigilati e intermediari finanziari, selezionarli e sottoscrivere le convenzioni. I “non vigilati”, che possono fare esclusivamente da garanti, invece riescono a far erogare i prestiti entro 15 giorni; come dimostra l’esperienza positiva con il Comune di Treviso», conclude D’Aliberti.

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