Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia San Zeno / Via Enrico Dandolo

Coronavirus, ammortizzatori sociali per oltre 16mila lavoratori trevigiani

La Filcams Cgil di Treviso misura l’impatto su commercio, turismo e terziario. Alberto Irone: «Settori in ginocchio, servono risorse per non perdere migliaia di posti di lavoro»

La Filcams Cgil trevigiana prova a misurare l’impatto della diffusione dell’epidemia da Covid-19, e dei relativi provvedimenti normativi di contenimento, sull’occupazione nei settori di competenza: turismo, commercio e terziario.

Delle oltre 3mila richieste di accesso agli ammortizzatori sociali arrivate al sindacato di via Dandolo nelle ultime settimane, la categoria è riuscita a tracciare il quadro generale esaminandone la metà. «Coinvolgendo indicativamente 8.500 lavoratori, per complessivamente 3milioni di ore, delle 1.500 domande di ammortizzatori sociali richiesti (Cig in deroga per il 70%, Cig straordinaria e ordinaria e Fondo integrazione salariale per il restante 30%) – afferma Alberto Irone, segretario generale Filcams Cgil – il 35% circa provengono dal comparto del commercio e dei servizi alle imprese (non rientranti nelle filiere dell’approvvigionamento alimentare), il 30% dal settore del turismo e il 25%, 327 in valori assoluti, dagli studi professionali (commercialisti, avvocati, notai, medici). Il tutto per ora è, dunque, presumibilmente raddoppiato».

Nel guardare meglio i numeri, la Filcams Cgil evidenzia che si aggirano sulle trecento le richieste di ammortizzatore sociale solo per il segmento della ristorazione (pubblici esercizi e bar compresi), alle quali si somma un altro centinaio proveniente dal turismo diffuso (bed & breakfast), 21 alberghi (non di proprietà di catene o in appalto) e ben 13 agenzie di viaggio trevigiane. Senza poi dimenticare quelle domande di ammortizzatore appartenenti al mondo dei servizi alla persona (parrucchieri, barbieri ed estetisti, wellness). “Lavorando giorno e notte stiamo raccogliendo la valanga di richieste di accesso agli ammortizzatori che ci arrivano ora dopo ora. Siamo a oggi riusciti a sistematizzare i dati della metà di queste per provare a tracciare un quadro generale dell’impatto dell’emergenza Coronavirus sull’occupazione della Marca nel commercio non alimentare, turismo e terziario – spiega il segretario della Filcams Cgil di Treviso –. La situazione è incredibilmente drammatica, i settori sono in ginocchio. Se a livello nazionale e regionale non saranno iniettate ulteriori risorse, sia in termini di ammortizzatori sociali sia di sostegno alle imprese, non vi sarà ripartenza e perderemo decine di migliaia di posti di lavoro; perché la sofferenza, come ci confermano i dati, coinvolge tutti i comparti. Quello che possiamo ipotizzare – aggiunge Alberto Irone – è che commercio, ristorazione e servizi alla persona abbiano una lenta e progressiva ripresa quando lo stop normativa lo consentirà, ed è per questo che vanno sostenuti sin da subito, ma il turismo necessiterà indiscutibilmente di un intervento straordinario e strategico che contempli proprio nuovi investimenti di rilancio”.

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