Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

In panchina serve un leader: "Management e sport sono simili"

Antonio Andreucci, nuovo allenatore della Triestina Calcio, in curriculum vanta un percorso formativo sulla leadership fatto al CIMBA di Paderno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

PADERNO DEL GRAPPA Antonio Andreucci è il nuovo allenatore della Triestina Calcio, fresco di nomina dopo grandi risultati ottenuti con il Campodarsego, che con lui ha vissuto due stagioni memorabili, ben oltre le aspettative. Il mister ha infatti portato la prima squadra padovana al punto più alto della sua storia calcistica, vincendo in due anni il campionato di Eccellenza e ottenendo una grande vittoria in Serie D.

Come cresce un grande allenatore? Certamente sul campo, ma anche attraverso un'esperienza formativa di management, fondata sulla leadership e sulle neuroscienze. Nel giugno 2015 Mister Andreucci si unisce infatti ad un team di imprenditori e manager e partecipa al LIFE (Leadership Initiative for Excellence), il programma ideato da CIMBA, business school americana con sede in Italia, a Paderno del Grappa (TV), che permette di sperimentare, vivendo sulla propria pelle, i principi della Neuroleadership, in un processo che porta ad una grande crescita personale e professionale. Glielo ha consigliato un ex compagno di squadra (ai tempi del Bassano Calcio, ndr), Luigi Negretto, che oggi è un manager esperto in Internet Marketing e Social Selling e che collabora con CIMBA in qualità di Leadership Trainer. Attualmente la business school propone con cadenza mensile questo percorso formativo, sia nella versione in inglese che in italiano.

«Mi ero già avvicinato ai concetti della leadership - afferma Andreucci - ma a differenza di molti corsi, il LIFE è un'esperienza personale, che incide molto nella vita dei partecipanti e porta a grandi cambiamenti. Un corso per manager può essere molto utile ad un allenatore sportivo, perché entrambi gestiscono un gruppo di persone, ed è importante che siano in grado di comprendere le dinamiche che regolano l'individuo e il team. Campo di calcio e azienda hanno molto in comune, ma nel mondo sportivo i risultati si vedono più rapidamente, i riscontri emotivi sono immediati e continui, il rapporto tra coach e giocatori è costante e molto diretto. »
LIFE porta a maturare la consapevolezza di sé, imparando a considerare e gestire la propria emotività, imprescindibile in ogni azione e decisione anche professionale. Questo percorso formativo insegna il valore del coraggio, dell'entusiasmo, porta alla consapevolezza delle proprie potenzialità e dei limiti da affrontare e superare, ogni giorno. Si sperimenta quanto contano l'atteggiamento giusto e la capacità di comunicare con la squadra; si lavora sotto pressione, allenandosi a restare focalizzati anche quando intorno c'è "rumore" (in forma di elementi di disturbo alla concentrazione): spesso nella vita professionale il manager si trova nella stessa situazione del giocatore che deve tirare un rigore.

Nello sport la componente emotiva è molto forte. «Lo sport è emozione - continua il Mister - e il cuore ha un'importanza fondamentale. Al corso di management ho sperimentato quanto valga comprendere gli atteggiamenti altrui, regolando anche il mio. Portando questi principi sulla panchina e in spogliatoio, i risultati sono stati immediati. Nel calcio si ha subito un forte riscontro, si vede come i ragazzi si appassionano e seguono quello che proponi. Il campione, poi, si riconosce anche dalla sua capacità di superare un momento di avversità, facendone tesoro e andando oltre.»
Anche nel nuovo incarico che attende Mister Andreucci a Trieste, per raggiungere gli obiettivi che allenatore e direttore sportivo hanno fissato, si dovrà lavorare sulla capacità di comunicare, di superare i conflitti, attraverso una consapevolezza di sé e la capacità di trovare l'equilibrio tra le diverse posizioni, per lavorare insieme verso il risultato comune. «Ogni leader - conclude Andreucci - tanto nello sport quanto in azienda, porta se stesso alla squadra, e deve essere autentico. Il LIFE è uno strumento potentissimo per migliorarsi, conoscere le proprie risorse e affrontare i lati oscuri che ciascuno ha, trovando nei compagni di avventura uno specchio per le proprie qualità. »

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