Cantieri pronti a ripartire, Centro Edilizia Treviso guida la Fase 2

Corazza (Ance Treviso): «Sarà un processo graduale e cambierà la gestione dei cantieri. Dovremo rispondere alle nuove esigenze, rispettando la prevenzione del rischio sanitario»

Da più di un mese, molti cantieri edili sono fermi, con grande preoccupazione in un settore che anche negli ultimi mesi aveva confermato segnali di ripresa. Ma le imprese e i loro collaboratori si stanno preparando per la ripartenza.

«I tempi per la Fase 2 restano incerti per l’edilizia, e come Ance abbiamo lanciato più volte il segnale d’allarme dell’impatto sociale ed economico di una nuova crisi per le imprese di costruzioni. Ci auguriamo si possa presto riprendere a lavorare e quello che è certo è che l’attività delle nostre imprese sarà fortemente condizionata dalla capacità di applicare in maniera puntuale i protocolli di sicurezza relativi alla salute dei lavoratori che sono stati elaborati in questa fase di emergenza sanitaria» dichiara Fiorenzo Corazza, presidente della sezione autonoma Ance Treviso e Vicepresidente di Assindustria Venetocentro. Per consentire alle imprese di essere pronte a lavorare con le nuove regole, il Centro edilizia Treviso, ente bilaterale tra Ance e Organizzazioni sindacali di settore, con presidente Davide Feltrin e vicepresidente Gianluca Quatrale, ha messo a punto un apposito servizio gratuito, che opera anche con webinar, videoconferenze, e  in streaming, per dare assistenza e consulenza per imprese e lavoratori sulle modalità da adottare per riprendere e/o continuare le attività nei cantieri. Sono operativi sei  tecnici, già esperti di sicurezza sui cantieri, che si sono confrontati per dare corretta interpretazione al protocollo condiviso tra le parti sociali del  24 marzo -che detta linee guida per il settore edile- e individua specifici adempimenti per garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori per prevenire  il  contagio da Covid-19.

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In tal senso ci si avvale anche del supporto e  consulenza dello spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia “Head Up” che già opera attivamente nel settore della prevenzione e della sicurezza con particolare attenzione ai processi gestionali derivanti dalle organizzazioni e dalle loro criticità. Altrettanto lo Spisal -  Ulss 2  Marca Trevigiana  - con il suo responsabile Enrico Contessotto-  ha dato disponibilità ad un confronto costruttivo, fermo restando i rispettivi ruoli. Diverse le richieste, anche in questa fase di non apertura per i cantieri, mediamente 10  ogni giorno, sui temi che vanno dalle procedure di misurazione della temperatura ai lavoratori, ai dispositivi di protezione, al distanziamento, la sanificazione, le procedure di ingresso e controllo delle imprese di fornitura e di subappalto, e utile risulta essere la checklist predisposta e la modulistica. «La gradualità del processo di riapertura richiederà continui aggiornamenti di carattere operativo per le imprese che saranno costantemente seguiti dal Centro edilizia di Treviso in base anche ai Protocolli nazionali e regionali. Certamente, ogni cantiere che viene aperto vedrà al lavoro meno persone contemporaneamente (con la possibilità anche di turni tra diverse squadre) e questo richiederà, come da tempo fanno molte imprese, applicare modelli organizzativi avanzati e attenti alla gestione dei tempi e dei costi, per guadagnare in efficienza e valore della prestazione. E potrebbero, più a medio termine, anche nascere nuove opportunità per rispondere alle mutate esigenza nell'uso degli spazi domestici e di quelle pubblici che questa fase emergenziale sta portando. Anche su questo dovremmo essere pronti e vi stiamo già riflettendo nell'ambito del progetto Competenze 2020 che il Centro edilizia Treviso ha avviato a inizio anno» conclude il presidente Corazza.

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