Economia

Ascom, finanza sociale e dialogo con le imprese: ecco il lascito del Covid

Capraro (Ascom Treviso): «La pandemia ha aperto una nuova fase nella concertazione locale e ha cambiato il rapporto tra imprese, politica e corpi intermedi. Servono nuovi indennizzi, anche se il territorio ha dato quello che poteva dare»

Federico Capraro, presidente di Ascom-Confcommercio Treviso

Non è solo un lascito della pandemia, ma un vero cambio di passo nella concertazione locale che cambia il rapporto tra imprese (piccole in particolare), Associazioni e Comuni. A sostenerlo è Federico Capraro, presidente di Ascom-Confcommercio Treviso che, a fine anno, ha messo insieme la sequenza di accordi sul modello “fund”, ben 24 nel solo mandamento di Treviso, cui si aggiungono i vari aiuti economici erogati dai Comuni, che spaziano dall’esenzione di alcuni tributi importanti, a sconti, agevolazioni per affitti, fino ad alcuni (esigui ma simbolicamente importanti) aiuti a fondo perduto (come per i bar di Cavaso del Tomba).

«I fund - spiega Capraro - sono dei modelli di finanza sociale, per cui Treviso ha fatto da apripista che offrono credito immediato, garantito dai Confidi e che sia in fase 1 che ora, rappresentano una boccata di ossigeno perché offrono liquidità a tassi agevolati senza alcuna limitazione per l’utilizzo. Alcuni Comuni stanno pensando di mantenerli come aiuti strutturali e non dettati dall’emergenza. Nell’insieme, gli importi erogati nei vari Comuni, stanno creando e creeranno ancora più nei primi mesi del 2021, un volano di prestiti circa 13 milioni di euro (ottenuto dal moltiplicatore sulla base degli importi indicati in mappa) da restituire in media in 72 mesi. Con questi strumenti - prosegue Capraro - abbiamo temporaneamente sopperito alle esigenze di liquidità delle imprese danneggiate dal lockdown, andando oltre i codici Ateco e superando in molti casi la rigidità dei ristori governativi. Il territorio, nel 2020, ha dato prova di saper concertare e di trovare soluzioni, ora però servono indennizzi consistenti, sostegni, sgravi contributivi ed esenzioni. Il tonfo occupazionale a fine deroga licenziamenti spaventa e la ripresa, anche se sarà con ogni probabilità rapida, non è ancora vicina, in particolare per tutto il comparto del turismo, pressoché azzerato e per molte partite Iva».

«Confortano - conclude Capraro- altri trend in crescita che la pandemia ha messo in luce, come l’evoluzione dei servizi digitali, il delivery e l’asporto per pranzi e cene, l’uso dei webinar per convegnistica, formazione e servizi. Non sostituiscono gli incontri in presenza, ma di sicuro hanno cambiato l’approccio agli eventi che, quando ritorneranno, acquisiranno maggior valore e seguiranno una priorità diversa senza il rischio di “inflazione” da eccesso. In sintesi, se il vaccino fa intravedere una via di uscita, per poterla percorrere fino in fondo serve un percorso di sostegno strutturale alle imprese che dovranno essere messe nella condizione non solo di pagare i debiti, ma di agganciare concretamente la ripresa. Sicuramente queste ondate di contagio sono diventate occasioni di ripensamento che hanno portato alla costruzione di un nuovo paradigma che avvicina il territorio alle proprie imprese: il 2021 sarà un anno in cui il senso di comunità si farà sentire e farà la differenza. Tutti hanno capito che “nessuno si salva da solo” e lo spirito di condivisione aiuterà a trovare soluzioni».

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