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Palazzo Giacomelli a Treviso

Palazzo Giacomelli a Treviso

Assindustria e sindacati: «Insieme per il rilancio post Covid»

Riavviato il tavolo di confronto tra le parti sociali interrotto a causa dell’emergenza sanitaria. Dialogo costruttivo sugli scenari dopo la pandemia e il cambiamento di imprese e lavoro

Il territorio di Padova e Treviso si confronta tuttora con le sfide, inedite e profonde, portate dalla pandemia, e con i loro effetti economici e sociali senza precedenti (PIL -10% nel 2020). Lo shock pandemico continuerà a condizionare il percorso di sviluppo del sistema produttivo, in un quadro in cui appare sempre più urgente rafforzare la capacità di competere delle nostre imprese.

In questo scenario, Assindustria Venetocentro, Cgil, Cisl, Uil Padova Treviso hanno riavviato nei giorni scorsi il tavolo di confronto temporaneamente sospeso a causa dell’emergenza Covid, al quale sono intervenuti il nuovo presidente di Assindustria Venetocentro Leopoldo Destro con il Direttore Generale Giuseppe Milan, e i vertici di Cgil, Cisl, Uil rappresentati dai Segretari Aldo Marturano (Cgil Padova), Mauro Visentin (Cgil Treviso), Massimiliano Paglini (Cisl Belluno Treviso), Samuel Scavazzin (Cisl Padova Rovigo), Guglielmo Pisana (Uil Treviso) e Riccardo Dal Lago (Uil Padova). A Palazzo Giacomelli a Treviso, Assindustria Venetocentro e i sindacati hanno avuto un primo momento di analisi e confronto sui prossimi scenari economici e sociali, di condivisione di obiettivi comuni, in un’ottica di imprescindibile rinnovamento e rilancio delle relazioni industriali. E la volontà di lanciare ai rispettivi associati e iscritti e al territorio, un messaggio congiunto di forte dialogo e collaborazione tra le parti sociali, affidato a una nota congiunta.

«Lo consideriamo un dovere, perché le aziende e i lavoratori sono un elemento imprescindibile di tenuta economica e coesione sociale, soprattutto in questo periodo di grande difficoltà, da difendere e preservare (ci rivolgiamo anche alle Istituzioni territoriali) con tutte le iniziative necessarie a mitigare gli effetti della crisi in atto, attraverso un confronto permanente e strutturato, anche per guardare oltre il presente, per fare in modo che, a pandemia finita, possa seguire una stagione di sviluppo e crescita, che si traduca in un recupero di competitività, in nuovi posti di lavoro e in un benessere sociale diffuso. Al centro del confronto, la valorizzazione del capitale umano, leva principale per vincere le sfide del domani, la digitalizzazione, l’ambiente e la sostenibilità, lo sviluppo delle infrastrutture, il presidio dei mercati e delle catene del valore. L’emergenza ha aggravato una situazione pre-Covid già complessa. è necessario sostenere il tessuto industriale dei nostri territori con progetti in grado di valorizzare le risorse che, come Paese e Regione, abbiamo impiegato e quelle che saranno messe a disposizione, per garantire la tenuta economica, occupazionale e sociale e per costruire da subito nuove prospettive di sviluppo. La ripresa che seguirà alla fine dell’emergenza Covid, sarà caratterizzata dal necessario cambiamento e riposizionamento di molte realtà industriali. Sarà importante per le parti sociali, individuare e proporre gli strumenti più adeguati non solo per gestire l’emergenza, ma per sviluppare politiche attive di medio lungo periodo, che difendano e promuovano gli interessi delle imprese e dei lavoratori. Bisogna investire per formare e riqualificare i lavoratori, per aggiungere nuove competenze e fornire prospettive occupazionali, rendendo più competitive le imprese e il territorio, in modo anche da mantenere e attrarre investimenti produttivi. Siamo convinti che il dialogo tra le parti sociali sia una risorsa fondamentale per affrontare questa fase di difficoltà e trasformazione per le imprese e il lavoro - dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro - Una risorsa per le nostre comunità e il Paese, oltre la fase di disintermediazione. Pur da posizioni differenti, abbiamo sempre saputo trovare ragioni e progetti per lavorare insieme per l’interesse e il bene comune, con responsabilità e serietà. Lo faremo a maggior ragione adesso, guardando non solo alle tutele e garanzie, necessarie per mitigare l’emergenza, ma soprattutto all’innovazione e alle trasformazioni del sistema produttivo e del lavoro che questa pandemia ha, a suo modo, accelerato. Al centro ci sarà sempre la persona, il capitale umano che è la risorsa fondamentale per la competitività di ogni impresa e del nostro territorio. Mai come in questo momento, abbiamo la responsabilità e il dovere di costruire insieme il nostro futuro». 

«L’incontro con il presidente di Assindustria è stato positivo sia nel merito che nel metodo - affermano Mauro Visentin, Massimiliano Paglini e Guglielmo Pisana, rispettivamente Segretari Generali di Cgil Treviso, Cisl Belluno Treviso e Uil Treviso -. Nel merito, perché i temi della digitalizzazione, della formazione, dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile dentro le filiere globali e la connessione a 360°, erano per le organizzazioni sindacali elementi strategici anche prima dell'emergenza Covid-19 e lo saranno ancor di più quando saremo fuori dall’emergenza. Si tratta di elementi necessari per il rilancio delle economie dei nostri territori e del Paese e, soprattutto, per la difesa dei livelli occupazionali e per l'intero impianto delle tutele negoziali. Nel metodo, valutiamo l’incontro positivamente perché l’ampia disponibilità a definire un'agenda condivisa fin da subito, all'inizio del 2021, per affrontare sia la gestione dell'emergenza che la progettualità a medio-lungo termine, è tratto caratterizzante di un rinnovato spirito volto al dialogo e al confronto, nel rispetto delle prerogative proprie e del ruolo di entrambe le parti. Raccogliamo le disponibilità ad aprire il confronto evidenziando che ci sono altri temi strategici da inserire nell'agenda, a cominciare da un necessario rinnovato impegno a ricondurre tutte le imprese associate al rispetto degli accordi vecchi e nuovi e, in questa fase Covid, a presidiare con efficacia la gestione dell'emergenza».

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