Parrucchieri ed estetisti, prezzi aumentati dopo il Covid: è polemica

Giannantonio Papa, presidente del gruppo benessere Confartigianato Treviso commenta i rincari segnalati dalle associazioni dei consumatori: «La dicitura “contributo Covid” non esiste»

«Non esistono prezzi fissati per legge nel nostro lavoro ma la dicitura “contributo Covid” non esiste». Risponde così il presidente del gruppo benessere di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Giannantonio Papa, alla polemica di questi giorni sul fatto che la riorganizzazione del lavoro causa Covid-19, nei settori dell’acconciatura e dell’estetica, abbia indotto alcuni titolari a ritoccare il listino dei prezzi.

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Una tendenza evidenziata in particolare dalle associazioni dei consumatori, pronte a denunciare l’aumento del costo dei servizi. Il presidente Papa continua così: «Per prima cosa desidero dire che non si deve strumentalizzare e generalizzare: a fronte di chi ha voluto aumentare i prezzi, ci sono molti colleghi che non hanno praticato ritocchi dimostrando così solidarietà verso i clienti, penalizzati anche loro da un periodo di inattività. Sia chiaro inoltre che non esistono prezzi fissati per legge nelle nostre attività: la qualità del servizio, e tutta l’attenzione che garantiamo ai nostri clienti per curare la loro bellezza e salute può giustificare la scelta di un professionista  a rivedere il proprio listino. Quello che non va fatto è giustificare l’aumento con dicitura "Contributo Coovid". Questa è una cosa che non può sussistere. Noi non addebitiamo ai nostri clienti i costi della ripartenza. Ricordo che per le imprese sono previste diverse misure di sostegno alle spese effettuate per l’adeguamento: non solo contributi statali, ma anche stanziamenti dell’ente bilaterale e altri fondi integrativi. Preciso infine che chi ha ritoccato il listino - conclude Papa - è perché propone soluzioni diverse: magari ha integrato ulteriori servizi ai trattamenti, o prodotti che sa essere graditi dalla clientela».

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